Piazza Vittorio Emanuele II, «no al parcheggio sotterraneo»
Il progetto in sè non dispiace, ma il megaparcheggio sotterraneo preoccupa i negozianti, che temono di vedersi chiudere le vie d'accesso per i lavori; si chiede inoltre di preservare il monumento ai caduti
Il progetto di rifacimento di piazza Vittorio Emanuele II (nella foto, il plastico) non va a genio proprio a tutti. Già c’era stata qualche discussione, qualche malumore: si sa, date due teste, vi saranno tre pareri. Tuttavia ora ad esprimere preoccupazione per le prospettive future è un gruppetto di commercianti della zona, e in particolare delle vie che sranno interessate dai lavori previsti. Per farci spiegare la loro posizione abbiamo sentito uno di essi, il signor R., che ci ha chiesto di manenere il riserbo sul suo nome in attesa, eventualmente, di uscire allo scoperto con iniziative pubbliche. Per ora R. si è rivolto, a nome di una decina di colleghi, al consigliere comunale Audio Porfidio, de La voce della Città, perchè ponga nuovamente la questione sul da farsi per il rinnovamento della piazza.
Che un intervento di riqualificazione della piazza sia necessario nessuno lo mette in dubbio, meno che mai i commercianti interessati: quello che non va giù e il megaposteggio sotterraneo da tre piani, con la contestuale rimozione del monumento ai caduti. Motivi sentimentali e interessi di bottega (nel senso tecnico del termine) si sommano nelle preoccupazioni espresse da R. «Stante il progetto così com’è, da quanto abbiamo saputo i lavori comporterebbero la chisura per un periodo piuttosto lungo delle vie Zappellini e di parte di via Montebello: la perdita di giro d’affari è una prospettiva che non ci lascia tranquilli» spiega l’esercente. «Ne abbiamo discusso fra noi, ed è emerso questo timore. Inoltre spiacerebbe davvero veder sparire il monumento ai caduti che, piaccia o no esteticamente, caratterizza la piazza (oltre a darle il suo caratteristico, cinico soprannome… ndr), è un punto di riferimento da tanto tempo e simboleggia alti valori. Anch’io, che pure non sono bustocco di nascita, ho avuto in famiglia dei caduti durante la guerra, militari al fronte e partigiani in montagna. Almeno per me, quel monumento ha un significato forte».
Per il signor R. la pedonalizzazione della piazza, già prevista nel progetto, è una prospettiva gradita: «L’ideale sarebbe diventare come piazza Santa Maria e piazza San Giovanni, ma senza silos sotterranei per auto: a quelli diciamo no, grazie». Resta il problema: dove mettere le auto? Cosa proporre in alternativa? Per R. il parcheggio è un falso problema: «Posti auto nei dintorni ci sono, basta potenziare quelli, e i trasporti pubblici. Spesso la gente pretende di parcheggiare a un metro dal negozio, ma fare due passi male non fa. I parcheggi si possonoa nche fare al di fuori della piazza, e spazi da sfruttare ce ne sono negli immediati dintorni, soprattutto verso San Michele».
La sensazione, comunque, è che questa protesta, ancora flebile, arrivi un po’ troppo tardi, quando ormai il progetto, di indubbio interesse pubblico ma presentato da privati, è stato presentato con un volto definito e un’ottica integrata fra posti auto, residenzialità, spazi per il tempo libero e lo shopping. Modificarlo non sarà quindi facile, a meno di una forte mobilitazione concorde di vari soggetti.
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