Una messa per Mariangela Pezzotta
Tre anni fa la giovane veniva assassinata a Golasecca. Da quell'omicidio nacque l'inchiesta delle bestie di satana
E’ un anniversario triste, oggi, per la provincia di Varese. Tre anni fa, a Golasecca, i carabinieri rinvenivano, in una serra, il corpo senza vita di Mariangela Pezzotta. Un omicidio efferato, che diede il via alla clamorosa inchiesta che portò agli arresti e alle condanne dei membri delle bestie di satana.
Mariangela, che allora aveva 27 anni, sarà ricordata dalla sua famiglia e dagli amici, in una messa, questa sera, alle 20 e 30, nella chiesa di san Giovanni a Mezzana. Sarà un momento toccante per la famiglia e per il papà della ragazza, Silvio Pezzotta, un uomo che ha affrontato la tragedia della morte della figlia e la successiva esposizione mediatica dell’inchiesta con grande forza e dignità.
Quel 24 gennaio del 2003, nessuno immaginava che il nostro territorio si sarebbe trovato di fronte a una vicenda dai contorni così inquietanti. Le prime notizie sembrarono accreditare la pista della droga o della gelosia. Furono fermati due ragazzi, Nicola Volpe e Elisabetta Ballarin, in evidente stato di choc da droghe e alcol. Due mesi dopo venne arrestato Nicola Sapone. Nel giro di pochi mesi, i magistrati ricostruirono la vicenda della setta e imbastirono due processi contro una decina di membri del gruppo (un terzo fu celebrato dal trubnale dei minori di Milano) resposanibli anche del duplice omicidio di Fabio Tollis e Chiara Marino e dell’induzione al suicidio di Andrea Bontade. Da quella serra di Golsecca, emerse una scia di delitti che fece il giro del mondo.
Mariangela aveva solo sfiorato quel mondo. Legata sentimentalmente ad Andrea Volpe, uno dei membri delle bestie, fin dai tempi della scuola, aveva dedicato buona parte della sua giovane vita a cercare di tirare fuori dai guai Andrea. Nel frattempo, si era rifatta una vita, come si dice: lavorava in un’attività ben avviata, era piena di speranza. Ma una telefonata, la notte del 24 gennaio 2003, l’attirò in una vera e propria trappola. Per quel delitto, sono stati condannati Andrea Volpe, Nicola Sapone e Elisabetta Ballarin.
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