Cislaghi “a tutto campo”
Il consigliere de L'Altra Città sulla querelle con gli ex compagni di Busto Civitas (un "marchio" conteso), ma anche sui temi 2valdi" di bilancio e urbanistica
Mario Cislaghi, consigliere unico del gruppo l’Altra Città fresco di uscita – obbligata – dal gruppo consiliare di Busto Civitas, ha ancora molte da dire. Prima di tutto agli ex alleati. «Si sappia che noialtri "epusli" continuiamo a ritrovarci sotto il nome di associazione Busto Civitas, adempiendo regolarmente agli obblighi societari, bilancio incluso. Per quanto ci riguarda "loro" (Rosa, Marelli, Fontana e quanti sono rimasti con loro) non possono utilizzare nè nome nè simbolo di Busto civitas; se continueranno a farlo interverremo nelle sedi opportune». C’è aria di carte bollate, in giro: «quanto alla gestione del 2006, ne rispondono loro» aggiunge parlando a orecchie che sappiano intendere.
Cislaghi coglie anche l’occasione, visto che siamo in tempi di decisioni importanti su bilancio di previsione ed urbanistica, per qualche richiesta o sottolineatura. «Sul bilancio per il 2007 mi aspetto segnali positivi nei confronti dei quartieri e delle loro esigenze» avverte. I problemi sono tanti, nei vari rioni: «sovrappasso delle Nord a Sacconago, sistemazione del previsto "centro" su viale Alfieri a Sant’Edoardo, fascia di rispetto a verde intorno ad Accam a Borsano, piazzale Solaro da risistemare a San Giuseppe, sottopasso ferroviario a Sant’Anna, solo per fare un elenco veloce e incompleto». Cislaghi sa bene che le risorse sono quelle che sono ma chiede interventi concreti, e che inoltre si avvii un meccanismo per cui almeno il prossimo bilancio, quello per il 2008, sia davvero partecipato dai cittadini. «Daremo battaglia anche sul piano provinciale rifiuti, di cui si sta tornando a parlare: per questo si è chiesta al più presto una riunione della commissione ambiente alla presenza dell’assesore provinciale Pintus».
Quanto all’urbanistica il consigliere, piccato dal "bombardamento a tappeto" sulle passerelle ciclpoedonali oggi schifate da tutti e a suo tempo volute con forza dai comitati di quartiere come alternativa ai temuti sottopassi in stile Bronx, ribatte: «Se ne dicono tante oggi, se necessariamo andremo a rivedere cosa hanno detto sull’argomento, dal 2000 ad oggi, tanti che ora pontificano». Per il discusso progetto di piazza Vittorio Emanuele II, Cislaghi si atterrà viceversa ad una prudente attesa. «Ricondurre tutto alla questione del monumento da rimuovere è limitativo, c’è tutto un discorso di Piano urbano del traffico da studiare a monte di quel progetto… e poi ci sono molti spazi, anche rasoterra (senza dover scavare silos, ndr), esterni alla zona ma vicini, e senz’altro utilizzabili aservizo del centro pedonalizzato».
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