Magnano: «Abbiamo regalato i primi venti minuti»
Il coach della Whirlpool deluso per l'andamento del primo tempo. Blatt raggiante:«Fiero di lavorare con questi ragazzi»
E’ scuro in volto Ruben Magnano, come al Forum, forse di più. Consapevole che senza quello sciagurato primo tempo il risultato sarebbe potuto essere ben diverso: «Abbiamo regalato i primi venti minuti, provando una difesa alternativa perché il loro pick and roll ci stava facendo molto male. Loro però hanno sempre trovato l’uomo libero, e diventa dura giocare contro una squadra che viaggia col settanta per cento da tre»
La ripresa ha visto scendere in campo un’altra Whirlpool, ma non è bastato: «Nel secondo tempo siamo riusciti ad attaccare la palla, giocando al limite del fallo su ogni palla, ma da meno venti era davvero difficile riprenderli. Merito alla Benetton che ha giocato una gran partita, senza egoismo e con tanti passaggi: un vero gioco di squadra».
Come negli anni scorsi, i biancorossi a febbraio si sciolgono. Contro Treviso è arrivato il terzo ko in serie, ma per il tecnico argentino non si tratta di un problema fisico: «Le nostre ultime sconfitte non sono dovute a un calo atletico, perché abbiamo sempre giocato con molta intensità. Oggi abbiamo perso solo ed esclusivamente a causa dei nostri primi venti minuti».
Il successo trevigiano è merito soprattutto del suo coach David Blatt, che da quando è arrivato alla corte di Gilberto Benetton ha già portato a casa tre trofei. Una lezione di basket impartita da Soragna e compagni, come sottolinea proprio il tecnico americano in sala stampa: «
L’avvio di stagione non lasciava ben sperare i tifosi biancoverdi, con diversi ko che Blatt prova a spiegare così: «Spesso a inizio campionato abbiamo giocato come oggi, ma senza fare canestro: ci sono delle circostanze in cui la palla non entra. I miei ragazzi hanno offerto buone prestazioni, mettendoci sempre tantissimo impegno. Forse la squadra di quest’anno ha meno talento rispetto a quella dell’anno scorso, ma ha più cuore, ed è bellissimo lavorare ogni giorno con questi ragazzi».
Il “caso Lorbek” non sembra aver influenzato minimamente giocatori e tecnici trevigiani, come dimostrano le ultime vittorie in Italia e in Europa: «Facciamo parte di un grande club, e ognuno di noi sa quanto questo sia importante. Io ho lavorato in tante nazioni, ma ogni volta che mi sveglio ringrazio Dio per aver avuto la possibilità di allenare
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