«Questa squadra rimane così»
La Whirlpool alle prese con l'incomprensione tra Holland e Magnano. Oioli minimizza, si va verso la ricucitura. Bergamaschi, agente dell'americano: "Nessun problema"
Mario Oioli è rimasto a Bologna dopo l’uscita di scena della Whirlpool per mano dei padroni di casa della VidiVici. E’ sua la voce varesina che dagli spalti del PalaMalaguti – mentre in campo ci sono Siena e Napoli – torna sull’episodio che ha caratterizzato in negativo la partita dei biancorossi.
«Il primo concetto, più importante, è che qui non si taglia né si prende nessuno: abbiamo un allenatore e dodici giocatori e continueremo con loro». A dar fastidio alla società proprio un’uscita su un quotidiano nazionale secondo cui Holland (nella foto di Marco Guariglia) sarebbe vicino al taglio. «Non è vero nulla, e mi pare che quello che è successo ieri sia stata prima di tutto un’incomprensione e poi una scelta tecnica. Però, come avete visto, i toni non si sono mai alzati, sono state dette cose molto civili e non è nato nessun "caso" a differenza della volta scorsa».
Ma di preciso cos’è accaduto a quel maledetto 23° minuto di gioco? «Delonte è un ragazzo molto duro con se stesso – commenta Oioli – In quel momento capiva di non riuscire a dare il massimo e ha chiesto il cambio per tranquillizzarsi. Una volta in panchina, dopo aver rifiatato, ha fatto presente a Meneghin di esser pronto a rientrare, Andrea lo ha detto al coach che a quel punto stava usando altri giocatori. Poi Hafnar stava andando bene e Carter ha segnato il -3 e Magnano ha proseguito con loro».
La versione di Oioli è supportata da quella dell’agente italiano di Holland, Luigino Bergamaschi, anch’egli scovato sulle tribune di Casalecchio. «Niente di grave, la situazione è ben diversa da quella di un mese fa. Una piccola incomprensione che purtroppo ha un po’ rovinato la partita alla stessa Whirlpool. Ma non c’è davvero nessun problema»
Sull’asse Bologna-Varese sembra così che stia andando in scena un attento lavoro sartoriale, per ricucire di nuovo le smagliature del rapporto tra il bomber principe della Whirlpool e la guida tecnica. Anche perché è opinione comune, anche qui a Bologna tra gli addetti ai lavori, che un dissapore del genere non giova a nessuno. Né ai due protagonisti né tantomeno alla squadra, le cui fortune passano per forza dal gran talento di Delonte e dalle indiscusse qualità di Ruben.
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