Crisi di giunta. Udc: “Cara Forza Italia, da che parte stai?””
Il partito chiede ai forzisti di schierarsi. Ribadite le richieste: collegialità e trasparenza sulle partecipate
Si apre un nuovo capitolo nella crisi della maggioranza che sostiene il sindaco Fontana. L’Udc, il partito che ha aperto lo scontro contestando le nomine targate Lega nelle società pubbliche comunali, ora chiede che sia Forza Italia a prendere una posizione più chiara. “Siamo entrati nella coalizione solo dopo un preventivo accordo con Forza Italia – recita il preambolo politico alla verifica presentato dai centristi alla stampa – quindi è Forza Italia che ci deve dire di uscire dalla coalizione non condividendo quanto proponiamo e dichiarando decaduto il patto pre elettorale”. Se la richiesta di maggiore trasparenza nelle nomine pubbliche è giusta, fanno capire gli esponenti del partito di Casini, allora Forza Italia la deve sostenere. Se non sono d’accordo lo devono dire e schierarsi con la Lega, legittimando però l’attuale preponderanza del partito di Bossi nelle società comunali. In tal caso, l’Udc, ha detto l’assessore provinciale Christian Campiotti, è disposto all’appoggio esterno.
E’ un’uscita che, sul piano politico, mira probabilmente a mettere in difficoltà il vicesindaco Ermolli all’interno del suo partito. Puntando su un dato di fatto: Forza Italia ha più voti, ma ha meno potere. E chissà, forse c’è anche la speranza che i vertici provinciali di Forza Italia intervengano schierando il partito dalla parte dell’Udc e contro la Lega. Ma Campiotti tiene un profilo basso e precisa che non vuole entrare in casa d’altri: “Non c’è tutta questa tattica – suggerisce – la nostra è prima di tutto una richiesta di trasparenza sulle decisioni per il comparto di economia pubblica varesina”
Chi cederà? Nelle pieghe del discorso fatto dagli esponenti dell’Udc si intuisce che la delegazione bossiana, al tavolo della verifica, è molto netta nel rigettare gli otto punti che prevedono le dimissioni di alcuni esponenti lumbard dalle partecipate. Mentre il sindaco Fontana potrebbe essere più propenso a un passo indietro del carroccio. Soprattutto se glielo chiedesse Forza Italia. Per questo Campiotti ricorda che Fontana è una “persona di buon senso” e anche nel documento presentato alla stampa l’Udc non lo attacca personalmente. “E’ anche il nostro sindaco” scrivono; certo, purché faccia il sindaco della coalizione e non del monocolore leghista. Una nuova sfida, quella lanciata dall’Udc, che vuole una verifica in due fasi: nella prima dovrà essere superata la pregiudiziale di trasparenza che il partito ha posto e riaffermata la collegialità delle decisioni con nuovi metodi. Nella seconda bisognerà definire insieme le linee strategiche riguardo alla ristrutturazione dell’intero comparto di economia pubblica varesina: “E questo sarà il vero obiettivo della verifica da noi chiesto”. Situazione ancora incerta, dunque, ma è chiaro che tra gli ex Dc c’è chi ride sotto i baffi, ricordando che “alla Lega brucia che il discorso sulla moralità e la trasparenza, ora siano i democristiani a farlo ai leghisti”.
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