Quando a fare impresa è la cultura
È la sfida della nuova direzione del Chiostro di Voltorre: mostre di qualità per un pubblico internazionale. Si parte con Hugo Pratt
Cultura come nuovo modo di fare impresa partendo dal territorio per arrivare a una dimensione internazionale. Una commissione scientifica di altissimo livello (Paul Devis, Vincenzo Mollica, Jesus Moreno e Boris Tissot) e una programmazione espositiva che inaugura con Hugo Pratt.
Non stiamo parlando di Brescia, Cremona o Treviso ma del nuovo volto del Chiostro di Voltorre, splendido monastero benedettino sul Lago di Varese, che riparte con non poche novità. Il nuovo direttore artistico prima di tutto, Caterina Carletti, consulente di marketing, ricercatrice e docente presso la scuola professionale della Svizzera italiana è un manager prestato alla cultura che con la professionalità e la limpida analisi che la contraddistingue ha presentato al pubblico insieme a Felice Paronelli, Presidente degli Amici del Chiostro di Voltorre nonché sindaco di Gavirate e l’assessore provinciale Giangiacomo Longoni, la nuova stagione espositiva e una rinnovata identità
La ricerca dell’obbiettivo nasce innanzitutto dall’analisi di questo luogo tanto affascinante quanto ancora poco conosciuto fuori dai confini della provincia. Come porsi all’interno dell’offerta culturale nella quale ci si inserisce? Ricordiamo che sedi molto vicine come Arona, Lugano o Como da anni propongono eventi espositivi di grande richiamo e la continuità della proposta le ha rese veri e propri punti di riferimento. Come dialogare con la natura del territorio e contemporaneamente affermarsi a livello europeo? Bisogna sfatare il mito che la provincia di Varese sia un luogo dedito esclusivamente al lavoro dove non si fa cultura. Se nel passato forse era così, oggi i segnali verso un’altra direzione sono forti e chiari, stanno nascendo nuove realtà e la ricchezza delle proposte fa capire che la passione per l’arte non è un optional. È un dato di fatto non solo italiano ma europeo quello che vede la provincia come vera risorsa economica e culturale ed anche Varese rientra sempre di più in questa tendenza.
In una terra dedita all’industria la vocazione più naturale è quella legata al design, la grafica e l’illustrazione, da qui la proposta espositiva del Chiostro che presenta al pubblico dal 31 marzo al 23 giugno la mostra Hugo Pratt “Corto Maltese: letteratura disegnata”, da luglio a settembre Emanuele Luzzati incontra Rossini 1960-2001 e in autunno Gianluigi Toccafondo “La pittura nell’animazione”.
È ovvio che per realizzare eventi di grande portata servono risorse economiche importanti ma non è altrettanto ovvio che la ricaduta economica e di immagine vengano comprese dai potenziali sponsor, questa è la prima grande sfida della nuova gestione, un nuovo modo di fare impresa e di fare cultura.
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