Un comitato per difendere sant’Ambrogio
Verrà presentato tra pochi giorni ai cittadini. Obiettivo: preservare il quartiere da colate di cemento e disboscamenti
Salvare Sant’Ambrogio dal cemento che avanza. Proteggere un quartiere tra i più belli che Varese possa ancora vantare, dall’urbanizzazione che non rispetta alcun canone estetico e che ha per unica legge il profitto.
I cittadini di Sant’Ambrogio hanno cominciato a guardare con preoccupazione quello che stava accadendo intorno a loro: disboscamenti, abbattimenti di antiche e storiche costruzioni e realizzazioni di moderni palazzi a più piani e più appartamenti. Hanno atteso qualche anno per capire quale “piega” stesse prendendo la situazione e, prima che degenerasse, sono passati alle vie di fatto.
Oggi sta per nascere un comitato vero e proprio a difesa di Sant’Ambrogio, comitato che vedrà in prima linea residenti storici del quartiere e "nuovi arrivati".
Un primo passo è già stato fatto con una lettera, inviata nei giorni scorsi al Comune di Varese, in cui si fanno richieste precise in merito al taglio di un bosco: “Il disboscamento è avvenuto a maggio dell’anno scorso – si legge nel documento inviato dal gruppo di cittadini – in un appezzamento di terreno davanti al numero civico 7 di Via per Bregazzana. Il bosco risulta confinare a sinistra con un’altra zona boschiva, a destra con la proprietà ex-Ciatti nota come Villa Raffaella (attualmente in via di ristrutturazione per trasformazione in appartamenti), in basso con Via per Bregazzana e in alto con Via del Casluncio. Il taglio non si configura come una gestione ordinaria del bosco in quanto la stragrande maggioranza degli alberi (robinie ed altri alberi ad alto fusto) è stata abbattuta.
Da informazioni prese a livello di Comune, di Provincia e di Corpo Forestale dello Stato da parte di privati cittadini sembrerebbe che l’autorizzazione al taglio non sia stata mai richiesta. Ci siamo domandati quindi se nel caso specifico l’autorizzazione all’ abbattimento fosse necessaria ed in caso affermativo se l’autorizzazione fosse stata concessa. In particolare, quello che ci interessava chiarire è se la normativa di carattere nazionale e regionale relativa alle aree boschive, nonché le prescrizioni del Piano Regolatore che le individuano, siano state rispettate”.
Il gruppo di cittadini si è mosso solo dopo aver raccolto informazioni, mappe, aver cercato riferimenti normativi ed essersi informati sugli obblighi di legge. Nulla sarà lasciato al caso. E la prossima mossa sarà la presentazione ufficiale del comitato alla città e agli amministratori locali.
L’Amministrazione comunale sarà, ovviamente, l’interlocutore privilegiato, quello a cui fare le domande, chiedere, e se è il caso pretendere, risposte. Dal bosco si passerà alla salvaguardia dei piccoli negozi e ad altro ancora.
Il “progresso” a Sant’Ambrogio può attendere.
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