Cento candeline per gli scout: in piazza lupetti, castorini & Co.
Nel 1907 nasceva il movimento scout: domenica in centro a Busto una mostra dei lavori eseguiti dai ragazzi
Con semplicità ed entusiasmo: così come vivono ogni fine settimana, gli scout proseguono anche a Busto le celebrazioni per i cent’anni del movimento scoutistico internazionale. Fu infatti nel 1907 che il generale britannico Robert Stephenson Smyth Baden-Powell fondò il movimento scout. Nella giornata di domenica 20 maggio Agesci Busto Cinque e Agesci Busto Uno sono scesi in piazza in centro nel weekend per celebrare l’evento con delle mostre a tema e cerimonie tipiche come l’alza e l’ammainabandiera. Circa duecento gli scout mobilitati, fra grandi e piccini: la domenica pomeriggio ha visto una messa in San Giovanni celebrata dal prevosto monsignor Claudio Livetti, cerimonia resa sensibilmente più gioiosa del consueto da chitarre e cori in puro stile scout. Al di fuori, in piazza San Giovanni sono state montate alcune strutture lignee di sostegno per tende, mentre Piazza Santa Maria ospitava una mostra con disegni e lavori realizzati dagli scout sulla storia e sui valori del movimento, ma anche, ad esempio, sulla vita di San Francesco d’Assisi che, con il suo amore per la natura, è giustamente considerato un precursore dello spirito scout.
Quello degli scout è un movimento che a Busto e dintorni esiste in pratica fin dai tempi della Grande Guerra. Inizialmente laico, lo scoutismo in pochi anni vide il sincero interessamento della Chiesa cattolica per questa modalità di aggregazione, malvista dal regime fascista. Durante il regime e la Seconda Guerra Mondiale non mancheranno intimidazioni ed aggressioni agli esponenti di uno scoutismo ridotto in clandestinità (non a caso persino l’anziano Baden-Powell era nella lista di Vip britannici su cui la Gestapo nazista voleva mettere le mani per destinarli al "trattamento speciale"). Gli scout cattolici divennero un prezioso appoggio per la Resistenza tramite l’organizzazione Oscar, che aiutava ex prigionieri di guerra alleati, antifascististi e rifugiati, anche non cattolici (ebrei), e in seguito ebbero per qualche tempo, dopo la guerra, la "concorrenza" dell’organizzazione di stampo comunista dei Giovani Pionieri, tramontata negli anni Sessanta con l’affievolirsi delle rivalità ideologiche.
Un secolo di vita e uno spirito ancora giovane: da dove viene questa vitalità? Rispondono Lorenzo Flaminio e Annalisa Cadorin, fra i responsabili del gruppo Agesci Busto Cinque: «Lo scoutismo forma i giovani all’autonomia, alla vita associata e all’aria aperta: si tratta di valori difficili da coltivare oggi nella vita cittadina. Forse qui è la chiave di un successo che continua». Una vita impegnata, quella degli scout e dei loro capibranco: «Ci troviamo i sabati e le domeniche, spesso impegnandoci con marce, incontri nei parchi, ma anche ogni tanto con uscite impegnative, pernottamenti in tenda in mezzo alla natura». Intanto continua il ricambio generazionale, che punta sempre più sui bambini, come osserva Annalisa: «Ultimamente c’è grande richiesta per i bambini più piccoli, fra i cinque e i sette anni: sono i "castorini", più piccoli ancora dei lupetti».
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