“Spalloni” dagli occhi a mandorla, nella bricolla il bambù
Una quindicina di cinesi sono stati sorpresi in terreni privati lungo il Tresa mentre raccoglievano il succulento germoglio
Vengono ogni anno da varie zone del nord-Italia per raccogliere i germogli di bambù sulle sponde del fiume Tresa, nella zona della diga, per poi rivenderli ai ristoranti orientali. Sono cinesi e, spesso, clandestini. Così lo scorso 27 aprile la Polizia di frontiera di Luino, insieme a Guardia Forestale e Polizia Locale di Luino, ha scoperto un fenomeno che mai si era registrato prima nelle cronache locali. Gruppi di cinesi arrivano ogni anno in questa zona per fare incetta del prelibato, per la cucina cinese, germoglio di bambù. Questa particolare pianta viene molto utilizzata nella cucina cinese in varie pietanze sia a livello decorativo che per arricchire le pietanze di sapori. Così in questa operazione, definita dal commissario di pubblica sicurezza Giovanni Lanzillo di "rastrellamento", sono state sorprese 15 persone intente a raccogliere in terreni privati lungo il fiume questi germogli.
Grazie alla collaborazione interforze è stato possibile fermare 10 persone, delle quali 8 clandestine a cui gli agenti hanno contestato la violazione di proprietà privata . Lungo la strada, nel tentativo di fuga gli improvvisati raccoglitori hanno lasciato qualcosa come 4 o 5 sacchi di germogli raccolti a conferma della particolare ricchezza di bambù della zona. Durante l’operazione cinque sono riusciti a fuggire.
I "nuovi spalloni", è stata la scoperta degli agenti di Polizia del commissariato di Luino, hanno gli occhi a mandorla e cercano di portare via germogli di bambù, proprio in quelle strette vallate che un tempo venivano utilizzate dai contrabbandieri italiani, gli spalloni appunto, per importare illegalmente tabacco dalla Svizzera.
Il Corpo Forestale dello Stato precisa, comunque, che il fenomeno, seppur mai giunto alla ribalta delle cronache, avviene regolarmente da anni con il germogliare di questa pianta. Gruppi di cinesi formati anche da 30-40 persone si recano nella zona della diga di Creva per raccogliere questi germogli. Le provenienze dei soggetti sono le più disparate ma spesso vengono dai grossi centri urbani. Ogni volta che vengono fermati dalla Guardia forestale la giustificazione è sempre quella: «Ci piace il germoglio del bambù». Se per noi potrà sembrare strano non lo è per la cultura cinese, millenaria anche dal punto di vista culinario. Certo è, sottolineano dal comando luinese del Corpo Forestale, che il bambù cresce spontaneamente come pianta infestante in tutto il nord-Italia. Basta che ci sia un particolare micro-climae la pianta cresce laddove vi sia un corso d’acqua. Una cosa è certa: se per raccogliere bambù si arriva a fare centinaia di chilometri forse è da provare.
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