Vino europeo, vietato lo zucchero

Proposta a Bruxelles la riforma del settore vitivinicolo

Aumentare la competitività, riconquistare i mercati, semplificare le norme, preservare le migliori tradizioni, salvaguardare l’ambiente. La Commissione europea ha adottato ieri a Bruxelles le proposte relative ad un’ampia riforma dell’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, presentate dopo oltre un anno di dibattiti con tutti gli ambienti interessati.

Nel 2006 la produzione di vino in Europa ha rappresentato il 5% del valore dell’intera produzione agricola. Il consumo di vino sta calando costantemente, benché stiano aumentando le vendite di vini di qualità. L’Unione europea conta oltre 2,4 milioni di aziende vitivinicole, che occupano circa il 2% della superficie agricola comunitaria.

In Italia il settore del vino copre l’8,2% della produzione agricola, un dato superato, a livello europeo, dal Portogallo (13,3%), dalla Francia (12,2%), dal Lussemburgo (11%) e dalla Slovenia (8,4%). Il nostro paese produce il 27,2% del vino dell’UE, secondo tra la Francia (28,6%) e la Spagna (24,7%).

Con la riforma la Commissione intende aumentare la competitività dei produttori europei, riconquistare mercati, favorire l’equilibrio fra domanda e offerta, semplificare le norme, preservare le migliori tradizioni della vitivinicoltura europea, rafforzare il tessuto sociale delle zone rurali e salvaguardare l’ambiente. Propone inoltre di applicare a tutti i vini le stesse regole di base in materia di etichettatura e di creare un quadro chiaro e coerente delle indicazioni geografiche per tutto il territorio dell’UE.

Per quanto riguarda l’etichettatura, lo standard europeo di qualità del vino si basa sulle differenti aree geografiche di produzione. I vini con specifica indicazione geografica saranno classificati in vini con Indicazione Geografica Protetta (IGP) e vini con Denominazione di Origine Protetta (DOP). L’etichettatura sarà anche semplificata, per rispondere meglio alle esigenze dei consumatori: compariranno perciò la varietà della vite e l’annata di produzione.
Con l’entrata in vigore della riforma sarà inoltre proibito utilizzare lo zucchero per valorizzare il vino. Tale divieto e le limitazioni degli aiuti per i mosti importati non sono in linea con l’OIV (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino) o le disposizioni precedenti dell’Unione europea, ma questo permetterà di equilibrare la produzione tra nord e sud.

Tutti i viticoltori produrranno esclusivamente grappe e mosti senza aggiunta di alcuna sostanza.
Rispetto alla protezione dell’ambiente, le aree destinate alla coltivazione della vite devono essere conformi agli standard ambientali sanciti dalla legislazione europea e, pertanto, dovranno essere autorizzate; quelle non a norma saranno estirpate per assicurare la conservazione dei vigneti in condizioni agricole ed ambientali ottimali.

Gli Stati membri riceveranno una dotazione finanziaria nazionale e potranno scegliere, all’interno di una gamma di misure, quelle più adatte alle situazioni locali. Lo stanziamento di sussidi nazionali punta infatti ad incentivare in ciascun paese europeo produttore di vino l’adozione di misure conformi alla riforma e attente alla situazione nazionale; il budget complessivo destinato a ciascun paese sarà calcolato in base alle coltivazioni di vite presenti nel paese e alla produzione nazionale di vino.

Le misure nazionali potranno riguardare la promozione dei vini nazionali sui mercati non europei, la ristrutturazione o la conversione di vigneti, i supporti alla raccolta e le misure manageriali mirate (misure di sviluppo rurale).

Il piano di sviluppo rurale europeo include diverse azioni interessanti per il settore vinicolo: incentivi per giovani coltivatori, potenziamento del marketing delle aziende, sviluppo di consorzi di produzione, supporti per coprire costi addizionali e investimenti per la tutela del paesaggio rurale.

Sulla base della proposta saranno immediatamente soppresse tutte le misure di sostegno del mercato dimostratesi inefficaci, come gli aiuti per la distillazione, il magazzinaggio privato e le restituzioni all’esportazione.
Rispetto al presente, una parte più cospicua di risorse andrà a finanziare la promozione dei vini europei, in particolare sui mercati dei paesi terzi.
La riforma prevede, infine, uno stanziamento per realizzare campagne di informazione destinate a spiegare le indicazioni geografiche europee ai consumatori dell’UE e dei paesi terzi.

Tutti gli eventi

di maggio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 05 Luglio 2007
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.