Bologna ricorda il 2 agosto 1980
Le dichiarazioni di Napolitano, Prodi e Bertinotti in occasione dell'anniversario della strage alla stazione
Sono passati 27 anni da quel 2 agosto 1980, quando la stazione ferroviaria di Bologna divenne teatro di una strage in cui morirono 85 persone e altre 200 rimasero ferite.
Quella di oggi per la città è stata una giornata particolare, iniziata con un incontro nella sala del consiglio comunale tra il sindaco Sergio Cofferati e le altre autorità civili con i parenti delle vittime.
Da questa riunione è emersa una richiesta da parte di Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime, che all’indomani dell’approvazione della nuova normativa sul segreto di Stato, ha domandato che tutti i documenti in possesso dei servizi segreti italiani vengano resi pubblici su internet.
In seguito il corteo, composto dai familiari delle vittime, si è spostato in direzione del piazzale della stazione, dove ha avuto luogo la cerimonia commemorativa.
Sono intervenuti al corteo, oltre alle associazioni, anche numerosi amministratori locali e rappresentanti dei partiti politici tra cui lo stesso sindaco di Bologna Sergio Cofferati, il presidente della Provincia Beatrice Draghetti e il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani.
Per partecipare alla commemorazione sono inoltre giunti a Bologna anche il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il segretario dei Ds Piero Fassino.
Prodi ha voluto sottolineare che:« La memoria alimenta e rafforza la nostra democrazia, Bologna e l’Italia non si stancano di riempire questa piazza». Il premier ha aggiunto: «Noi non dobbiamo aver paura della verità, perchè quando la politica ha paura della verità è destinata al fallimento. Ed è solo affermando la verità è possibile riconciliare l’Italia». E ha concluso: «Dobbiamo difendere la democrazia e la verità».
È intervenuto alla cerimonia anche il Presidente della Camera Fausto Bertinotti che ha inviato un messaggio a Paolo Bolognesi e Sergio Cofferati: «In occasione del ventisettesimo anniversario della strage alla stazione di Bologna desidero esprimere la mia più intensa vicinanza a tutti voi oggi riuniti per commemorare le persone innocenti che hanno perso la vita in quella tragedia e per ricordare tutte le vittime delle stragi e della violenza terrorista. Al feroce attacco del 2 agosto 1980, volto a minare nel profondo l’ordinamento democratico del Paese, la città di Bologna – e con essa l’intera comunità nazionale – hanno saputo rispondere con fermezza, testimoniando la volontà di non lasciarsi piegare dalle logiche aberranti del terrorismo. Ancora oggi, tuttavia, la storia di questa terribile strage è coperta da un velo di opacità che alimenta una memoria colma di sofferenza. Nel rinnovare la più viva solidarietà ai familiari delle vittime ed alla comunità bolognese – colpita più volte, anche in anni recenti, dalla follia del terrorismo – è dunque necessario ribadire l’impegno a fare piena luce su questa dolorosa pagina ed a giungere alla ricostruzione della verità: una memoria scissa dalla verità è una memoria negata; un Paese che non riesce a guardare con serenità al suo passato, non può progettare il futuro di una convivenza realmente democratica. Nell’inviare a lei, alle altre autorità presenti, ai familiari delle vittime ed all’intera città di Bologna il mio caloroso saluto, formulo a tutti gli intervenuti alla cerimonia odierna un sincero augurio per il suo miglior esito».
Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ne ha approfittato per inviare un messaggio a Paolo Bolognesi:«Rivolgo il mio pensiero commosso – scrive il capo dello Stato – ai familiari delle ottantacinque vittime innocenti di quel tremendo e vile attentato che sconvolse l’intero paese. Il ricordo di quel giorno di ventisette anni fa è vivo in tutti noi. Davanti ai nostri occhi scorrono ancora le crude immagini di quella mattina: i volti dei feriti e dei loro soccorritori colmi di sgomento e dolore per tanta inumana ferocia. La legge recentemente approvata dal Parlamento che istituisce il ‘Giorno della Memoria’ per ricordare tutte le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice, dissipando ambiguità e reticenze su quei tragici eventi, – sottolinea Napolitano – costituisce il doveroso riconoscimento del dramma vissuto da famiglie che hanno perso i loro cari negli anni in cui una cieca trama eversiva ha tentato di scardinare il nostro sistema democratico. Il paese ha saputo reagire alle stragi e agli attentati con coraggio e determinazione, grazie a un comune impegno per il consolidamento dei valori fondanti delle nostre istituzioni. Tale impegno – esorta il presidente della Repubblica – va rinnovato ogni giorno ed a tal fine è indispensabile mantenere viva la memoria di quella drammatica stagione della storia del nostro paese, assicurando la necessaria attenzione al dolore non meno che ai diritti dei familiari delle vittime, anche attraverso le iniziative commemorative che con la giornata ora istituita per legge assumeranno nuovo rilievo».
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