Tagli al “poltronificio”, scatta la caccia al posto nei cda

Dopo il decreto del governo la riduzione di posti nelle municipalizzate mette a rischio le sedie dell'opposizione. Ecco la lista

Il poltronificio dimagrisce, scatta la corsa a salvare il posto. Entro novembre salteranno una decina di “teste” nei consigli di amministrazione delle società pubbliche comunali. Sono gli effetti del decreto sul taglio dei costi della politica dello scorso 7 agosto che entrerà in vigore nei primi di novembre. E, tra i partiti, inizia la conta: questo poltrona a te, quella a me. A rischio le nomine dei consiglieri di opposizione, ratificate a giugno come gesto di apertura politica del centrodestra a guida leghista, dopo il gran bisticcio con l’Udc. C’è poi di mezzo anche la verifica di giunta e non è escluso che i nuovi assetti da negoziare tra i partiti possano creare qualche squilibrio. Ma le segreterie e gli assessori sono già al lavoro. La lista dei posti da tagliare è stata presentata dall’assessore alle società partecipate Fabio Carella. Il diktat è semplice. Il tetto di consiglieri per le società con capitale sociale inferiore a 2 milioni di euro, diventa pari a 3 poltrone. 5 posti massimo, invece, per le società con capitale uguale o superiore ai 2 milioni.

Ecco dove ci sarà da sforbiciare: Aspem spa passa da 7 a 3 consiglieri, Aspem Reti da 9 a 5 consiglieri, Avt da 5 a 3 consiglieri. Dimagrimento anche in alcune società a cui il comune partecipa: Prealpi Servizi  passa da 7 a 3 (Varese ha il 33%, come Busto e Gallarate), la Società di tutela del fiume Olona passa da 7 a 3 consiglieri (Varese ha il 20,33%), la Società di tutela del lago di Varese passa da 7 a 3 (Varese ha il 28,19%), Sogeiva passa addirittura da 13 a 3 consiglieri (Varese partecipa tramite il 55% di Prealpi Servizi).  Restano invece invariati altri cda: Aspem Gas (5 posti), Varese Risorse (5 posti), Società dei mercati (5 posti).

Va detto che non tutti i “cadreghini” sono remunerativi. Le società che si occupano dei fiumi infatti non generano redditi per i consiglieri, mentre ad aver un posto in Aspem si può strappare anche uno stipendio da impiegato. Tuttavia, l’assessore Fabio Carella è critico nei confronto del decreto taglia costi del Governo Prodi. «E’ un provvedimento demagogico –spiega –i veri risparmi non si fanno così, basti pensare che  in teoria gli enti locali potrebbero anche diminuire i posti e aumentare i massimali di stipendio vanificando così il risparmio di costi».

Il dialogo politico con l’opposizione sarà sacrificato in nome della poltroncina? La guerra delle municipalizzate aveva portato il sindaco Fontana al “beau geste”, mentre all’intero della maggioranza volavano i coltelli. Così, a giugno, il centrosinistra ha ottenuto la nomina di un consigliere in quattro società: Aspem Reti, Aspem Gas, Varese Risorse, Avt. «Ma si tratta di professionisti e non di politici – sottolinea il capogruppo dei Ds Emilano Cacioppo – ed è solo su questo piano di competenza e professionalità che noi ci siamo confrontati con la maggioranza. Abbiamo offerto collaborazione, ci sembra giusto essere informati degli indirizzi generali di queste società e vogliamo che il dialogo sia su queste basi e non sulle poltrone. Viceversa, escludere le opposizioni perché diminuiscono i posti, sarebbe solo un’operazione di cinismo».
Le società che devono cambiare la composizione del cda ora devono cambiare gli statuti, convocare le assemblee straordinarie, procedere alle nomine.

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Pubblicato il 31 Agosto 2007
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