Cartelloni e numero verde per combattere la prostituzione
Volontari, comuni e forze dell’ordine stanno stendendo un protocollo d’intesa con la collaborazione dell’ex vittima Adelina: «Far sapere alle ragazze che possono denunciare il racket, saranno aiutate»
Comuni, forze dell’ordine e volontari insieme per combattere il racket della prostituzione. Da Tradate a Gorla, da Castiglione a Gerenzano. È quello che emerge dall’incontro che si è svolto in Municipio a Tradate mercoledì sera, alla presenza delle associazioni di volontariato, del Parco Pineta e dei sindaci di Tradate, Gorla Maggiore e Cairate. Presente anche Adelina, ex vittima del racket della prostituzione che sta dedicando la propria vita a togliere le ragazze dalla strada e che ha proposto il maxi protocollo d’intesa che prevede la realizzazione di una cartellonistica dedicata, l’istituzione di un numero verde e una maggiore presenza sulle strade per sensibilizzare le prostitute.
«Nessuno mette a conoscenza queste ragazze che per loro esiste una legge che prevede il rilascio di permesso di soggiorno semestrale a chi denuncia la propria situazione da vittima del racket della prostituzione – spiega Adelina -. Questo è il compito principale che avranno i firmatari del protocollo d’intesa».
Durante la riunione di martedì sera è stata quindi ascoltata Adelina e nelle prossime due settimane sarà steso il documento: «Sarà sottoposto a tutti comuni che fanno parte del Parco Pineta, ma anche a tutta la Valle Olona, da Gerenzano a Fagnano, a Castiglione – spiega il sindaco di Tradate, Stefano Candiani -. Tra qualche settimana, il 18 ottobre, ci ritroveremo e definiremo tutto nel dettaglio. L’obiettivo è quello poi che ogni amministrazione faccia quel che deve in base al protocollo per cercare di affrontare il problema. Non pensiamo certo di poter risolvere il problema, ma non deve più essere una normalità. Non è il “problema prostituzione”, ma il problema “racket della prostituzione”».
Adelina è poi decisa a lavorare sul territorio con l’aiuto delle due associazioni presenti in zona, il Gruppo Mares e Lotta all’emarginazione: «Nel prossimo mese mi trasferirò a Varese – spiega Adelina -, e, in attesa che il protocollo venga steso e approvato da tutti, lavorerò tutti i giorni nel tradatese per far sapere alle ragazze di avere un’alternativa a questa vita».
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