«Sulla Terra ogni anno 50 mila tonnellate di materiale cosmico»
Ha destato grande sensazione una ricerca originale del Gruppo astronomico tradatese, presentata a Faenza al 40esimo Congresso nazionale dell’Unione Astrofili Italiani
C’erano davvero tutti a Faenza, dal 20 al 23 Settembre, per il 40° Congresso annuale dell’ UAI, Unione Astrofili Italiani. Naturalmente anche il GAT, Gruppo Astronomico Tradatese, non poteva mancare a questo appuntamento di significato storico, in quanto celebrativo della nascita, 40 anni fa, dell’ Unione (l’ U.A.I. appunto) tra tutti coloro che, in Italia, si interessano della scienza del cielo. La novità della grande kermesse di Faenza era la presenza di molti tra i più noti scienziati che in Italia si occupano si stelle e di Spazio: tutti costoro non solamente hanno presentato importanti relazioni sul loro lavoro recente o passato, ma, soprattutto hanno selezionato e poi diretto le varie sezioni scientifiche degli astrofili.
Il GAT, per un’occasione così eccezionale, ha deciso di fornire un contributo altrettanto speciale, nell’ambito della sezione Sistema Solare, guidata dal prof. Cesare Barbieri (Università di Padova), un grande scienziato cui, tra l’altro, si deve la creazione alle Canarie del TNG, il Telescopio Nazionale Galileo. Cesare Guaita, presidente del GAT, spiega: “Abbiamo aspettato il 40° congresso UAI per presentare ufficialmente la nostra ricerca
sulle “Microsfere cosmiche studiate al Sem” (Microscopio Elettronico a Scansione). Come forse qualcuno ricorderà, la cosa nacque un paio di anni fa a Tradate, quando analizzammo al SEM, con risultati sorprendenti, alcune microsfere ferrose e vetrose che Franco Martegani aveva concentrato da acque piovane. La morfologia di quelle minuscole sferette cadute su Tradate aveva dell’incredibile, ma, da allora sono stati fatti davvero molti progressi…..”.
La relazione sulle microsferule presentata dal GAT a Faenza Domenica scorsa, 23 Settembre, ha letteralmente ‘shoccato’ il foltissimo uditorio, che ha dispensato alla fine un interminabile applauso. Il Prof. Barbieri (con gli occhi smaliziati dello scienziato) ha pubblicamente riconosciuto che si è trattato forse della ricerca più innovativa vista al 40° congresso UAI di Faenza. E’ chiaro che un simile clamoroso successo deve avere della basi molto solide. E il dott. Guaita, presidenete del GAT, ne spiega il motivo:” Negli ultimi due anni abbiamo cercato ed analizzato microsferule non solo a Tradate, ma un po’ dovunque nel mondo: in Lombardia, in Emilia Romagna, in Val d’ Aosta, in Egitto, alle Canarie, in Arizona, perfino nella tundra siberiana di Tunguska e attorno ai megaliti si Stonehenge, in Inghilterra”.
“Abbiamo così scoperto che dappertutto esistono le stesse diaboliche microsferule ritrovate inizialmente a Tradate! Lo dimostrano le nostre immagini al SEM, che, tra l’altro, hanno una presa visiva ed emotiva davvero impressionante (vedi Fig.1). Da qui l’idea che a produrle sia un fenomeno globale, ossia la dissoluzione in polvere, seguita da fusione per attrito e risolidificazione, di materiale meteorico proveniente dallo spazio”. Le stime dicono che ogni anno cascano sulla Terra qualcosa come 50 mila tonnellate di materiale cosmico: ebbene, adesso sappiamo che la maggior parte di questo materiale ci arriva dallo spazio sotto forma di microsferule di dimensioni comprese tra 50 e 400 micron (millesimi di millimetro).
Ma un altro fatto ha lasciato letteralmente esterrefatto il gran pubblico di Faenza. Aggiunge infatti il dott. Guaita:”La caduta di microsferule cosmiche non è un fenomeno recente, ma antichissimo. Sferule simili a quelle studiate da noi sono state infatti ritrovate anche in sedimenti antichi di migliaia o addirittura milioni di anni. Per esempio abbiamo presentato a Faenza il confronto tra una microsferula ferrosa trovata in un sedimento giapponese di 250 milioni di anni ed una microsferula che abbiamo rinvenuto vicino alla piramide di Keope, in Egitto: il fatto che la prima sembri la fotocopia della seconda ha lasciato letteralmente sbalorditi tutti i presenti ! ”. Ormai, quindi, il ‘segreto’ tradatese delle microsferule sta facendo il giro del mondo. Con una nuova, importantissima tappa, tra pochi mesi: il convegno internazionale di Scienze Planetarie che si svolgerà a Bormio alla fine di Gennaio 2008.
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