Binari, negozi, strade, uffici. Ecco i nodi da sciogliere
Dentro allo studio la riqualificazione di una intera zona: giardini pensili e mercato da spostare
Una città "compatta" o un quartiere di skyline? Il futuro della zona delle stazioni è ancora tutto da decidere ma con una cosa certa: tutto è da rifare, o meglio "riqualificare". Il piazzale del mercato, le due tappe ferroviarie (Nord e Stato), i parcheggi e la viabilità. Più di una poi sono le idee per "rivoluzionare" quel quarto della Città Giardino: alternative che sono state presentate questo pomeriggio, mercoledì 28 novembre, al Liceo Musicale di Biumo. Al dibattito aperto al pubblico e organizzato dal Comune di Varese sono intervenuti il sindaco Attilio Fontana, l’assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Cattaneo, il vice-presidente della provincia di Varese Carlo Baroni oltre a Vittorio Belingardi presidente di Ferrovie Nord Spa, Antonio Rognoni, direttore di infrastrutture Lombarde Spa e Vito Chinnici della Rete ferroviaria italiana.
Le ipotesi presentate fanno pensare a un nodo ferroviario innovativo: con una stazione unificata di 20.000 metri quadrati di cui 9.600 da destinare a servizi e commercio, un parcheggio "interscambio" da 550 posti, un bus terminal, una stazione taxi, un parcheggio per le moto e per le bici, un punto per il car sharing e una superficie di giardino pensile e spazi per eventi di circa 11 mila metri quadrati.
Questo almeno secondo lo studio elaborato da Infrastrutture Lombarde Spa, la società della Regione che ha messo insieme una serie di soluzioni per riqualificare la zona. Oltre alla scelta tra la “città verticale” e quella “compatta” sono altri i problemi che il nuovo progetto dovrà risolvere: primo tra tutti quello della viabilità. Sono due in questo senso le alternative proposte. Entrambe prevedono un sottopasso in via Monte Santo, una serie di raccordi con rotatoria, una nuova strada di penetrazione in largo Flaiano-Piazzale kennedy, il potenziamento di via Bixio, una rotatoria in largo Flaiano e molti parcheggi pubblici. Una delle due aggiunge anche un sottopasso in largo Flaiano, in grado secondo gli studi, di risolvere il problema del traffico.
Il costo dell’opera varierà a seconda del piano che verrà scelto: per la prima ipotesi, quella senza il sottopasso di Largo Flaiano, il costo stimato è di 142 milioni di euro, l’altra con l’opera completa, di 152.
Cifre imponenti, che dovrebbero essere finanziate con l’aiuto dei privati. «Il finanziamento – ha spiegato il responsabile dello studio, Antonio Rognoni – potrebbe essere coperto con la cessione aree con diritti edificatori, diritti edificatori da collocare fuori dalle aree di governo, l’autofinanziamento di opere a reddito, oneri concessori e standard qualitativi. Per la realizzazione sarà scelto un soggetto unico che costruisca le infrastrutture ferroviarie e connesse, gestisca le operazioni immobiliari, realizzi gli interventi viabilistici e metta a reddito le opere possibili di sfruttamento economico».
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