“Giustizia veloce? A Varese esiste già”

A Palazzo di Giustizia fervono le procedure per velocizzare il lavoro del giudice. Tutti i segreti spiegati al convegno di oggi

L’organizzazione di gioco porta alla vittoria. Lo sanno gli allenatori delle squadre di calcio, lo sanno anche gli “allenatori” del pianeta giustizia, presidenti di tribunale, procuratori, giudici. A Varese la squadra del tribunale ha ambizioni serie: vuole sveltire le procedure e diventare campione  di giustizia celere. Oggi a Varese è iniziato il convegno sulla informatizzazione e organizzazione della giustizia, e subito è apparso chiaro che la situazione è in grande cambiamento. A Palazzo di Giustizia fervono le procedure per velocizzare il lavoro del giudice. Si parla di “approccio positivo al lavoro” e si cita anche Pietro Ichino, il teorico più convincente della riforma nella pubblica amministrazione. Elementi contenuti in una relazione del Gip di Varese Giusepe Fazio che ha puntato sul «ricorso consapevole alla tecnologia», dove ancora una volta torna il concetto dell’importanza del gioco di squadra tra capi degli uffici e personale. Qualche numero. A Varese si punta ad esempio sulla procedura dei divorzi congiunti: sono il 70% del totale (cifre di quest’anno al 31 ottobre), ovvero 325 sui 460 divorzi totali. Si è poi discusso del sito internet del tribunale, presentato dal presidente Emilio Curtò, e dai suoi collaboratori.

Sul tavolo dei relatori, in mattinata a Palazzo Estense, Gianfranco Fabi del Sole24ore, il sindaco Attilio Fontana, il presidente Emilio Curtò, il vicebrigadiere della gdf Giuseppe Nucifora, il webmaster Tomasso De Angelis, l’avvocato Marco Natola, il gip Giusepe Fazio, Giancarlo Di Clemente, Giuseppe Parrinello.

Il presidente della corte d’Appello di Milano, Giuseppe Grechi, è in sintonia con le idee del tribunale di Varese e conferma che ci vuole, nella giustizia, meno formalismo e più velocità,  sentenze con meno finezze, ma più immediate. Grechi è poi duro sulla mancanza di mezzi del pianeta giustizia: «In dieci anni le auto di sevizio sono passate da circa 90  a circa 30 e alcune sono residuati bellici, i soldi a disposizione del nostro distretto sono passati da circa 1 milione e 200mila euro e 400mila euro, giudicate voi».

Celestina Tinelli, membro laico del Csm, dice invece il contrario: «Non è vero che i soldi non sono il problema, in Italia si spende più di altri paesi per la giustizia, bisogna invece dare organizzazione, e scegliere bravi capoufficio secondo il merito».
Nel pomeriggio il dibattito si è spostato a Ville Ponti e si è parlato di accelerazione del processo e garanzie di difesa. Sono intervenuti Giuseppe Grechi presidente della corte d’appello di Milano, Mario Barbuto presidente del tribunale di Torino, Fabrizio Pezzani professore dell’Università Bocconi, Enza Lanteri giudice del tribunale di Padova, Michelina Grillo presidente dell’organismo unitario di avvocatura, Gabriele Guarda dirigente amministrativo del tribunale di Padova. E ancora il consigliere del Csm Fabio Roia, i senatori Massimo Brutti e Roberto Castelli, Giuseppe Gennaro procuratore aggiunto a Catania, Paolo Giuggioli presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Milano, Giuseppe Meliadò consigliere di corte di cassazione, Beniamino Migliucci presidente dell’unione camere penali italiane.

Il Presidente Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un telegramma di saluto: «L’ampia qualificata e autorevole adesione al convegno organizzato dal tribunale di Varese – afferma il Quirinale – è indice dell’attenzione con la quale tutti guardiamo alla promozione di prassi virtuose attraverso scambi di esperienze meritevoli di approfondimento. Con questo spirito, formulo a lei, signor presidente, e a tutti i partecipanti sinceri auguri di buon lavoro»

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Novembre 2007
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