Incendi e nazismo, interrogato Ariosto. Si indaga su nuovi retroscena
Il commerciante conferma la versione innocentista ai pm che lo hanno sentito in carcere per un’ora e mezza
Carlo Ariosto non demorde e conferma anche ai pm che lo hanno interrogato oggi in carcere di non aver nulla a che vedere con gli incendi dolosi nei locali della Rivendell. Il fratello della Teste Omega è stato sentito per un’ora e mezza: un interrogatorio che segue quello della settimana scorsa ad opera del gip. In sostanza, la versione di Ariosto rimane quella già fornita in precedenza: il giorno dell’attentato alla birreria di Buguggiate l’indagato sostiene di essere stato a Milano e di avere dei testimoni che lo possono provare. Per quanto riguarda il rogo della Val Sesia, Ariosto ribadisce che era in quel luogo per motivi personali. E a sua discolpa ha parlato anche di una telefonata fatta alla figlia per chiederle come era andata la giornata a scuola. “Un comportamento che non è compatibile con un atto criminoso” dice l’avvocato Lucio Paliaga, avvocato di Ariosto. L’indagato rimane per adesso in carcere. Qualche giorno fa ha parlato anche la sorella Stefania Ariosto, affermando che dietro l’arresto del fratello potrebbe esserci una macchinazione contro di lei. Ma gli indizi a carico di Ariosto e di Alessandro Campesi sono pesanti, in particolare per il secondo incendio: una pattuglia dei carabinieri che li ha fermati quel giorno poco distanti dal luogo dell’incendio, i filmati delle telecamere del comune di Rimasco che ritraggono l’auto di Ariosto mentre passa dal luogo del delitto, le tracce di alcol nell’auto compatibili con quello usato per appiccare l’incendio.
Quello che non è ancora del tutto chiaro è invece il movente. Nelle loro accuse, i magistrati hanno ricostruito un episodio chiave: il pestaggio in birreria ai danni di Ariosto, a causa di apprezzamenti ad una cuoca. Oltre a questo, ci sarebbe una successiva richiesta di indennizzo a Rainaldo Graziani, uomo di fiducia di Francesco Lattuada nella gestione dei locali della Rivendell, la cooperativa bersagliata dagli incendi. Ma dietro a questo episodio apparentemente banale, la Procura sta ancora scavando e ha acquisito nuove testimonianze che fanno emergere anche altri retroscena, sui cui per il momento viene mantenuto riserbo. Tutti elementi che sono oggetto anche dell’indagine sui neonazisti.
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