Verdi: “Megacentrali di teleriscaldamento, rischi di speculazione”
Intervento di Andrea Damin: "Per tutelare e valorizzare l’ambiente serve un nuovo modo di fare politica"
Riceviamo e pubblichiamo
I Verdi per la Pace sostengono che tutelare e valorizzare l’ambiente, e in questo caso valorizzare la città in cui viviamo, comporta pensare in modo differente il nostro modo di fare politica, il modo di produrre e di consumare, il modo di muoversi, in definitiva, la società stessa.
Così come riteniamo una “boiata clamorosa” l’unica iniziativa “verde” delle giunte dell’ultimo decennio, la pista ciclo – pedonale dei Cinque ponti, con costi che lievitano sopra i 3 milioni di euro, altrettanto troviamo una questione di pura propaganda d’immagine l’installazione di un impianto fotovoltaico presso la piscina Manara.
Sarebbe stato molto più utile per la cittadinanza recuperare appieno la piscina di via Poma, piuttosto che fornire tramite fotovoltaico il 5% dell’energia all’impianto della piscina Manara!
Siamo anche contrari a progetti comunali di centrali a biomasse; dove sono le ingenti masse naturali? Vorremmo proprio saperlo, mentre noi vediamo cementificazione dappertutto.
Ci pare che pensare ad un sistema di megacentrali di teleriscaldamento, con sede ad Agesp, al PalaYamamay e alla Cascina dei Poveri, tramite tre linee, rischi di portare ad una grossa speculazione, in cui Agesp spa, società per azioni, godrà dei benefici delle defiscalizzazioni in quanto produttore di energia, mentre le spese e i costi per manutenzione di strade e quanto altro finiranno a carico dell’Ente Comune e quindi sui cittadini di Busto.
Non capiamo poi come un argomento di così ampio impatto, non venga discusso presso il consiglio comunale, tramite i partiti, senza che la città venga ascoltata, in barba ad ogni forma di democrazia partecipata e ad ogni ipotesi, anche remota, di Agenda 21.
Ancora più inspiegabile e misteriosa è la mancanza di ACCAM quale fornitore di energia, energia prodotta gratis e in loco, diversamente dalle altre linee previste da sostenersi tramite gas comprato da fuori.
Che rivoluzione verde sarebbe mai questa? Occorre una filosofia diametralmente opposta!
Guardiamo all’Europa, guardiamo alla Germania, dove il risparmio energetico si realizza grazie alle cosiddette “case passive”, dove la produzione di energia e di calore si sviluppa delocalizzando, a livello di micro e medi ambienti, con cittadini consapevoli e responsabilizzati, che sono nello stesso tempo autoproduttori, imprenditori e consumatori di energia!
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
anselmo piazza su Lavori in Viale Belforte, Via Marzorati e Via dei Campigli: a Varese senso unico alternato dal 24 al 30 agosto
Bustocco-71 su Cede la rampa della tangenziale, deviazioni tra Malnate e Varese
GianPix su Il varesino Marco Iemmi ha vinto il Premio Internazionale "Il Poeta dell'Anno"
Rocco Cordi su "Grazie Giorgio per quel nostro pezzo di strada percorso insieme"
Bustocco-71 su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie
Simone su Lavori in autostrada A8 a Gallarate, per otto mesi carreggiata per Milano ridotta a due corsie






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.