Consumi, quanto costa la spesa a Varese?

Da uno a due euro per un chilo di pasta. Nella Città Giardino si spende meno che a Milano ma più che a Bologna e Roma

Sulle tavole italiane pane e pasta sono in ritirata. Sintomo di una guerra ai carboidrati? Non proprio, secondo una recente indagine della Coldiretti il calo record nei consumi del pane – sceso del 7 per cento – e della pasta – del 4 per cento – ha a che fare con qualcosa di diverso dalle nuove abitudini alimentari: il rincaro dei prezzi. A dimostrarlo il picco nei consumi dei sostituti (cracker, grissini) saliti di oltre sei punti percentuali. Questo almeno in città come Milano che ha visto il cartellino della pasta aggirarsi sull’1,51 euro al chilo o Roma dove spaghetti e simili si vendono a 1,31 euro al chilo o Bologna dove la media è di 1,26 euro.

E a Varese? Secondo l’Osservatorio dei prezzi del Ministero dello sviluppo economico la spesa per il piatto più amato dagli italiani va da un minimo di 1,19 euro al chilo fino a un picco di 1,90, con un valore medio di 1,43. Il pane invece va dai 2,28 euro al chilo a un massimo di 3,90 – con una media di 2,90 – risultando più a buon mercato rispetto a quello del capoluogo lombardo che nel mese di novembre ha registrato prezzi medi record da 3,55 euro.

"L’andamento dei prezzi al consumo -spiega l’associazione – dipende solo in minima parte del prezzo del grano che è fissato su valori internazionali ed incide in misura marginale sul valore finale di vendita. Una differenza che dimostra come nella forbice dei prezzi alla produzione e quelli al consumo c’è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie con conseguenze negative per i consumi".

L’analisi della Coldiretti, realizzata sulla base degli ultimi dati del rapporto Ismea-AcNielsen, evidenzia anche un calo del 2,7 per cento per beni di prima necessità come zucchero, sale, caffè e te che mantengono però, complice anche in questo caso un aumento dei prezzi, livelli invariati di fatturato. Un chilo di zucchero, nella Città Giardino, si vende a 0,97 euro, la stessa quantità di caffè a 10,88 euro più cari, di Milano dove lo zucchero si vende a 0,94 e il caffè a 8,69. Ma mentre si tira la cinghia su pane e pasta, sale invece la domanda di uova (+ 4,7 per cento), di golosità come yogurt e dessert (+ 3,7 per cento) e delle acque minerali (+ 1,5 per cento). Quanto costano? Nel nostro capoluogo di provincia una confezione da 12 uova 1,52 euro ma nei negozi più cari può arrivare sino a 2,54, un vassetto di yogurt va dai 43 ai 99 centesimi mentre per una cassa di acqua minerale servono 2,40 euro.

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Pubblicato il 21 Dicembre 2007
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