Malpensa, un piano straordinario per il rischio aeroportuale
La misura, avviata da Provincia di Novara e Regione Piemonte, sarà discussa a Roma con la Protezione Civile nazionale
Il 3 gennaio 2008 l’Assessorato alla Protezione Civile della Provincia di Novara incontrerà a Roma i Responsabili del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile per illustrare il progetto avviato da circa un anno e condiviso – con relativo supporto economico – dalla Regione Piemonte, per la redazione di un “Piano Straordinario per il Rischio Aeroportuale MALPENSA 2000”.
Tale iniziativa costituisce, di fatto, uno dei primi esempi a livello nazionale di applicazione della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri emanata il 6 aprile 2006 “Coordinamento delle iniziative e delle misure finalizzate a disciplinare gli interventi di soccorso e di assistenza alla popolazione in occasione di incidenti stradali, ferroviari, aerei ed in mare, di esplosioni e crolli di strutture e di incidenti con presenza di sostanze pericolose” e ne recepisce appieno lo spirito e le finalità.
Un progetto importante ed ambizioso per tutto il territorio della Provincia di Novara limitrofo al grande scalo e da sempre sprovvisto di un idoneo documento di pianificazione dell’emergenza.
“Si è percepita da subito la necessità di dare risposte concrete alla popolazione della nostra Provincia – dice l’Assessore Provinciale alla Protezione Civile Dario Simonetti – direttamente coinvolta in potenziali situazioni a grande rischio di incolumità personale. Dalla nascita di Malpensa 2000, questa è stata una criticità alla quale non si era ancora dato riscontro seppure a gran voce e più volte richiamata. Vi è la necessità vera che tutte le realtà, interne e circostanti lo scalo, facciano sistema e sinergia tra loro. Da questo punto di vista mi rammarica aver constatato la mancata condivisione da parte della Regione Lombardia che, alla convocazione del 26 ottobre 2007 di un apposito Tavolo Interregionale da parte della Regione Piemonte e della Provincia di Novara, non si è presentata, di fatto eludendo il significato dell’incontro stesso”.
Un percorso quindi che non può fermarsi.
“Abbiamo ricevuto telefonicamente dal Dipartimento Nazionale – prosegue Simonetti – un grande attestato di condivisione del progetto e compiacimenti per l’attenzione che si sta dimostrando a questo problema, oltre che piena disponibilità sia per una valutazione e analisi del piano di lavoro che per un aiuto ad affrontare e superare eventuali altre difficoltà. Noi andremo avanti comunque”.
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