«Egregio direttore, rilanci la nostra sanità»
In una lettera il vice segretario provinciale dell'Udeur Tucci rivolge alcune richieste al nuovo direttore dell'azienda ospedaliera
Riceviamo e pubblichiamo
Egr. Direttore,
la segreteria Provinciale UDEUR-POPOLARI di Varese vuole, innanzitutto, darle gli Auguri di buon anno, ma soprattutto gli auguri di un buon e proficuo lavoro presso l’Azienda Ospedaliera di Circolo di Varese.
La guida di un’importante e complessa struttura come quella che oggi Lei si accinge a guidare non è sicuramente cosa facile, ne sanno qualcosa i suoi predecessori. Molti avevano scommesso su un Direttore Generale “locale” profondo conoscitore della realtà della Provincia di Varese, quindi persona capace di affrontare in maniera radicale le problematiche della Sanità Varesina; probabilmente qualcuno sarà rimasto deluso, ma credo, invece, che un Direttore Generale proveniente da realtà diverse e da esperienze diverse possa essere più obiettivo e meno condizionabile, nell’affrontare situazioni e problematiche difficili come quelle che si troverà a fronteggiare. A onor del vero non sempre, purtroppo, è stato così.
Come tutti sappiamo, e come Lei ha già potuto sperimentare di persona, nei pochi giorni che è qui, le problematiche sono tante e tutte richiedono risposte chiare e immediate: dal Pronto Soccorso, sempre in continua emergenza, e su questo bisognerebbe fare una serie riflessione sui motivi di tanto disagio; ad esempio chiedersi come funziona la medicina di base sul territorio, che dovrebbe essere nella pratica, e non teoria, il vero filtro per una struttura ospedaliera, e che invece oggi risulta essere deficitaria rispetto a questo suo compito. Su questo fronte sarebbe auspicabile, ad esempio, una seria sinergia con la nostra ASL, con maggiore coinvolgimento dei medici di base, e maggiore consapevolezza ed informazione dell’utenza.
Il rilancio delle strutture periferiche, e mi riferisco a Cittiglio e Luino, che in passato hanno subito un forte ridimensionamento della propria capacità di struttura ospedaliera, indispensabili al proprio territorio, facendo così mancare anche quel naturale polmone, fondamentale per l’Ospedale di Circolo.
Per non parlare della nuova struttura, nota piuttosto dolente, direi, che nei suoi primi sei mesi di vita ha evidenziato notevoli problemi, e spesso anche gravi, vedi caso blackout, che ha messo a dura prova operatori ed utenza di questo ospedale. Ricordiamoci che siamo di fronte ad un ospedale con un grande investimento tecnologico. Un’ultima riflessione che voglio fare è riguardo l’Ospedale “F. del Ponte”, molto è stato detto e scritto sul futuro di questo ospedale “polo materno-infantile”, come ben sa è stato presentato mesi fa un progetto di ristrutturazione per rilanciare questa struttura, bisogna chiedersi, senza alcun condizionamento e/o pressione di ogni genere e con estrema obiettività: se il “gioco vale la candela”, visto che ci sono spazi sufficienti e non sfruttati nel vecchio ospedale di Circolo per ospitare i reparti del Ponte, e visto che le risorse economiche diventano sempre più scarse, allora: è proprio il caso di investire milioni di euro per una struttura che potrebbe trovare la sua giusta collocazione nel vecchio ospedale, e con investimenti più contenuti? E non in ultimo la convivenza con l’Università. Spesso abbiamo assistito a momenti di attrito e incomprensioni, la cronaca locale degli ultimi mesi lo dimostra, creando situazioni che non hanno fatto certo bene né ad operatori né all’utenza, e né all’immagine di struttura di eccellenza che ha un obbligo istituzionale, garantire il bene più importante per la persona: la Salute.
Non mi resta che concludere questa breve lettera per augurare a Lei, Dott. Bergamaschi, e a suoi prossimi collaboratori più stretti, un proficuo lavoro e con uno obiettivo preciso: rilanciare la Sanità in provincia di Varese, di cui ne ha tanto bisogno. Buon lavoro.
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