Legge 194: Camusso e Brambilla (Cgil) scrivono ai consiglieri regionali

Le rappresentanti della segreteria regionale contestano le scelte "ideologiche" della Regione Lombardia e sottolineano l'esigenza di ridare impulso ai consultori

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta ai Consiglieri regionali di Susanna Camusso, Segretario generale della CGIL Lombardia, e Lella
Brambilla, Segretaria della CGIL Lombardia, a
proposito
dell’applicazione della legge sull’interruzione volontaria della gravidanza in
Lombardia.

Il dibattito che si è
aperto nel Paese sulla Legge 194 è, ancora una volta, partito male.

Il parallelo tra quella
legge e la pena di morte è tanto più inaccettabile in quanto mette sullo stesso
piano il boia e una donna che deve invece poter decidere della propria salute
e della propria esistenza, di fronte ad una vita che ancora non c’è.

Nel più grande rispetto
della coscienza e delle convinzioni di ognuno, ciò che non è comprensibile è
l’idea che lo Stato si sostituisca imponendo una morale – si potrebbe dire
un’ideologia – ai singoli cittadini.

La laicità e l’autonomia
dello Stato sono ovviamente impegni prioritari di qualunque istituzione, ma
quanto si apprende dai giornali sul fatto che la Regione si appresterebbe a
varare una normativa sull’applicazione della 194 nelle aziende ospedaliere,
contrasta con questi principi.

Viene infatti indicata
l’estensione di norme già praticate in due importanti ospedali milanesi, che
limitano l’applicazione della 194.

Si tratta di norme che
attengono a differenti problematiche:

a) La prima porta il tempo massimo entro cui si può
riconoscere la possibilità di praticare l’aborto terapeutico tra la ventunesima
e la ventiduesima settimana, recependo l’indicazione di una parte della
comunità medico scientifica che sostiene che alla ventiquattresima settimana ci
sarebbero alte possibilità di sopravvivenza del feto.

b) La seconda prevede una modifica della composizione
attuale dell’equipe che si confronta con la donna, inserendo figure con il fine
dichiarato – per noi insopportabile – di “aiutare” a decidere (meglio sarebbe
dire a condizionare) la donna.

Mentre sul primo punto è
possibile arrivare ad una sintesi delle valutazioni scientifiche che porti a
cambiamenti positivi, la seconda parte invece sancisce un giudizio morale
contro l’autodeterminazione delle donne
e tende a contrastarla.

Questo è reso ancor più
esplicito dal fatto che nulla si dice rispetto all’obiezione di coscienza, e
quindi alla tempistica delle IVG già autorizzate, che spesso sono ritardate
dall’alta impossibilità di accedere concretamente alle strutture pubbliche nel
territorio.

Ancora, se si vuole davvero
ragionare di maternità libera e consapevole, e di funzione pubblica della
sanità, il tema è l’esistenza dei consultori, la loro qualificazione in primis
attraverso le risorse ed il personale.

Le scelte politiche della
Regione, segnate da una forte componente ideologica, hanno dirottato risorse ai
privati
i quali, non essendo i consultori un servizio remunerativo, non hanno
garantito il loro sviluppo e la loro estensione.

Il risultato di tali
politiche è che il numero dei consultori sul territorio regionale, che prima
era di 288, è sceso a 207, portando la nostra regione tra le ultime a livello
nazionale
, ben al di sotto dei parametri indicati dalla legge del 1998 di un
consultorio ogni 20mila abitanti.

Un contributo originale ed
utile da parte della Regione Lombardia sarebbe quello di affrontare il tema
rispondendo positivamente alle donne, rilanciando i consultori, la destinazione
di risorse e personale, la mediazione culturale, perché i consultori sono il
luogo che attraverso la conoscenza e la cultura della prevenzione e della
contraccezione, può davvero rendere l’aborto l’ultima e residuale ratio di
fronte ai problemi che ogni singola donna deve affrontare.

 
Susanna Camusso Segretario generale della CGIL Lombardia

Lella Brambilla Segretaria della CGIL Lombardia

Tutti gli eventi

di maggio  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 04 Gennaio 2008
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.