Maroni: “Sul destino di Malpensa parola al Parlamento”

Il presidente dei deputati leghisti conferma la posizione del Carroccio. Il 15 gennaio dibattito in Aula sul futuro dell'hub della brughiera

Una speranza per Malpensa. È quella che può scaturire dalla discussione che occuperà il Parlamento il prossimo 15 gennaio alle 14: la riunione dei capigruppo, concessa dal presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti dopo la richiesta avanzata dal leghista Roberto Maroni ha visto maggioranza ed opposizione sulla stessa linea almeno per quanto riguarda la necessità di portare in Aula la "patata bollente" di Malpensa, uno dei nodi più dolenti nell’ambito della cessione di Alitalia. 

«La strada si è fatta subito in discesa – commenta Roberto Maroni, presidente dei deputati del Carroccio -. Il Governo ha accettato di discutere in Aula di Malpensa e credo che una delle ragioni sia da ricercare nelle telefonata che Umberto Bossi ha fatto al premier Romano Prodi il giorno dell’Epifania. Non sarà solo un’informativa ma un dibattito con un indirizzo (elaborato da noi) da votare: il centrosinistra ha chiesto tempo per presentarne uno proprio, così si è deciso di andare al 15 gennaio. Io ho chiesto però che fino ad allora non si decida nulla nella partita Alitalia, e il Governo ha detto sì». Bocce ferme dunque fino a martedì 15 gennaio. La Lega Nord ha presentato una mozione alla riapertura dei lavori (il 5 gennaio) con un’analisi elaborata della vicenda Malpensa: «Abbiamo chiesto che il Governo si impegni, qualunque sia la decisione che verrà presa per Alitalia, a garantire che non ci saranno conseguente negative per lo scalo varesino – prosegue Maroni -, per le promesse di investimenti per infrastrutture stradali e non, e per i posti di lavoro. Per fare ciò abbiamo proposto varie strade: la cessione da parte di Alitalia degli slot che sarebbero poi rassegnati da Sea; una moratoria sulle scelte contenute nel piano industriale di AirFrance, come fatto per Amsterdam: agli olandesi ci vollero 8 anni, a noi Padani ne basterebbero due per permettere a Sea di trovare un sostituto degno ad Alitalia; infine è importante che il Governo garantisca gli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori che verrebbero tagliati, anche a chi è dipendente di settori che non li prevedono, come i servizi e tutto l’indotto».  

Maroni si dice fiducioso che possa passare la linea auspicata dal Carroccio: «Mi auguro che si capiscano le nostre proposte e che non vengano fatte battaglie ideologiche – spiega -. Sono idee ragionevoli, speriamo possano essere colte da tutti. In più chiediamo che il Governo renda pubblici i piani industriali di AirFrance e AirOne: allo stato attuale non si capisce di cosa si debba trattare per otto settimane se la proposta è stata presentata e valutata attentamente dal Tesoro. Infine, non capiamo perché Alitalia debba già attivare il piano di tagli da Malpensa e il trasferimento dei voli a Fiumicino, prima che sia presa qualsiasi decisione: sul sito della compagnia non si possono già più prenotare alcuni voli in partenza da Malpensa dopo marzo, mi pare sia un arbitrio senza senso concesso alla compagnia».  

Nel frattempo a Milano proseguono i lavori per la manifestazione che la Lega Nord ha indetto per il 20 gennaio: «Oggi anche Bossi è andato in via Bellerio per coordinare i lavori – conclude Maroni -. Vediamo cosa succede il 15: se passerà la nostra linea il Governo sarà vincolato e Malpensa salva, quindi manifesteremo per festeggiare. Altrimenti la marcia su Malpensa si farà comunque». Intanto da fonti vicine a Palazzo Chigi trapela che il governo convocherà nei prossimi giorni a palazzo Chigi un tavolo con gli enti locali con il futuro dell’aeroporto di Malpensa all’ordine del giorno.

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Pubblicato il 07 Gennaio 2008
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