Massacro in strada, Abida rinviato a giudizio

Il brutale delitto consumato in strada tra Azzio e Gemonio arriva in Corte d'Assise: il marocchino è accusato di omicidio volontario

Arriverà in corte d’assise il brutale omicidio di Azzio. Il gup del tribunale di Varese Giuseppe Battarino ha rinviato a giudizio Abdel Karim Abida, il marocchino di 30 anni accusato di aver ucciso con una decina di coltellate l’amico Abdel Karim Hany, e di essere fuggito verso la Francia lasciando il cadavere sulla strada ad Azzio. Abida fu arrestato dopo una rocambolesca fuga, a Bardonecchia, ma non ha mai ammesso nulla.
Da allora è rinchiuso in carcere (oggi è a Como) e attende il processo che inizierà il prossimo giugno, per l’accusa di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi. Il gup Battarino ha disposto, prima dell’inizio del processo, un’altra udienza per la formazione del fascicolo, a seguito di una controversia tra accusa e difesa sull’utilizzo, o meno, di alcune trascrizioni telefoniche in cui l’imputato chiamava a madre e sorella dicendosi innocente.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Mario Ventimiglia del foro di Sanremo, aveva cercato, nella scorsa udienza, di accedere al rito abbreviato, condizionato però al rifacimento della perizia sul giubbotto dell’aggressore, trovato lungo la via di fuga quel giorno (richiesta respinta).  Al processo, alla difesa rimane da giocare la carta del riconoscimento in aula dell’imputato: non risulta infatti che il delitto abbia avuto testimoni diretti. Hany fu colpito con una serie impressionante di coltellate mentre era alla guida del veicolo che stava portano lui e l’assassino verso Cuveglio.
Una volta aggredito, corse disperatamente fuori dal furgoncino ma cadde stroncato dall’emorragia sull’asfalto della provinciale, sotto gli occhi terrorizzati di due testimoni, una donna e un uomo, che accorsero qualche istante dopo il delitto. Al processo sarà chiesto probabilmente ai due di identificare Abida, che però fuggì come un gatto per i boschi facendo perdere le sue tracce. Tuttavia, le prove a disposizione dell’accusa (il pm è il sostituto procuratore Sara Arduini) sarebbero pesanti, a partire dai rilievi dei Ris sull’interno dell’automobile, e alle testimonianze dei conoscenti e amici che indicavano in Abida il passeggero che quel giorno doveva andare con Hany probabilmente per cercare un lavoro. In udienza si è costituita come parte civile la moglie della vittima, di appena 19 anni, rappresentata dall’avvocato Enrico Belloli di Milano.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Gennaio 2008
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