Violentò la convivente, convalidato il fermo
Il gip di Busto Arsizio ha convalidato il provvedimento a carico di un trentanovenne accusato di violenza sessuale
È stato convalidato, dal giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio, il fermo di un uomo di 39 anni accusato di violenza sessuale ai danni della convivente. La vicenda, fatta di maltrattamenti e umiliazioni, è stata scoperchiata dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Varese. La vittima è una donna di 45 anni, residente in un piccolo paese della provincia: separata dal 2007, affetta da problemi cardiaci e agli occhi che le hanno provocato un’alta percentuale di invalidità, con un lavoro interinale che le frutta poche centinaia di euro al mese, colpita per ultimo da alcuni lutti in famiglia che l’hanno resa vulnerabile psicologicamente. Lo scorso anno la donna ha conosciuto ad un corso serale in una scuola varesina il suo attuale convivente, 39 anni, pregiudicato e tossicodipendente, rivelatosi poi fonte di ulteriori e gravi problemi: l’uomo frequentava una comunità di recupero in provincia, dove era andato volontariamente e ha cominciato ad uscire nei week-end e nelle pause concesse dalla comunità con la donna. È stato poi trasferito in un’altra provincia, ma non trovandosi bene ha chiesto alla donna di essere ospitato a casa sua: lei, invaghitasi dell’uomo, ha acconsentito. Da allora è cominciato l’inferno: il trentanovenne si è installato nell’abitazione facendo il padrone, umiliando la donna, rubandole cibo e soldi, inducendo con violenze fisiche e psicologiche la convivente a comprargli un motorino, dietro la promessa mai mantenuta di andare a cercare un lavoro. Quando ha avanzato la richiesta di farsi intestare anche la casa, la donna ha cominciato a ribellarsi, con tutte le cautele dovute un po’ al sentimento nei confronti dell’uomo, un po’ per la paura della reazione di lui (che spendeva i soldi in alcol e droga e assumeva psicofarmaci): le botte sono aumentate (mai denunciate o refertate in ospedale per gli stessi motivi), fino all’episodio dai tratti squallidi dello scorso 7 gennaio. All’ennesima richiesta di soldi, la donna ha risposto negativamente e il convivente le ha preso il portafogli, svuotandolo del contenuto, poi ha afferrato la quarantacinquenne per i capelli costringendola ad un rapporto orale e non contento l’ha obbligata ad un rapporto anale, sodomizzandola.
La mattina dopo, l’8 gennaio, lei è uscita di casa presto, ma invece di andare al lavoro si è recata prima dagli ignari parenti e poi con loro in ospedale, denunciando la violenza subita. Gli esami hanno confermato quanto raccontato dalla donna: quindi gli uomini della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Varese, in collaborazione con la Procura di Busto Arsizio, sono andati nell’abitazione la notte dell’8 gennaio e hanno trovato il tossicodipendente. Nella casa tracce di sangue sul pavimento e sui vestiti, oltre a testimonianze dei versamenti di denaro fatti dalla donna. Gli agenti hanno arrestato il trentanovenne con l’accusa di violenza sessuale e lo hanno portato in carcere a Busto Arsizio.
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