L’UE porterà il Kosovo verso l’indipendenza
La regione ha proclamato l'autonomia senza obiezioni dell'Unione. Nei prossimi mesi sarà un protettorato del Vecchio Continente, con l'Italia in prima fila
Sono ore fondamentali per il futuro del Kosovo, gestito concretamente da un braccio di ferro di equilibri in UE. Sarà proprio l’UE a gestire il passaggio alla completa autonomia della regione, della quale sarà riconosciuta l’indipenza e che diventerà un protettorato dell’Unione a tempo limitato.
Questa missione civile, la più importante affidata all’UE, si chiama Eulex e prevede l’invio di 1500 membri di forze di polizia, 250 magistrati guidati dall’italiano Alberto Perduca e altri funzionari con mansioni di supporto logistico. Al loro fianco mille uomini locali, tutti insieme nell’obiettivo di creare polizia, magistratura e altre strutture per garantire ordine e sicurezza.
Mentre la regione proclamava la sua indipendenza, nessun paese dell’Unione ha posto un’obiezione, un risultato importante visti gli scontri di questi mesi. Se un qualunque governo avesse espresso rimostranze entro mezzanote, l’intera Eulex sarebbe saltata.
Ora dovranno arrivare i riconoscimenti palesi da parte degli stati membri. Entro lunedì sera saranno in prima fila Italia, Germania e Gran Bretagna, insieme a Stati Uniti e Russia. Subito dopo sono previste le approvazioni ufficiali di Olanda, Belgio, Danimarca, Svezia, Finlandia e i Baltici.
Sembrano meno disposti ad accettare il nuovo status di Pristina Cipro, Romania, Slovacchia, Grecia, Bulgaria e Spagna. Se così fosse ci saranno complicazioni diplomatiche, in particolare per quanto riguarda il processo di stabilizzazione e associazione all’Unione.
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