Studenti in corsia, a scuola di prevenzione
Parte lunedì 18 febbraio la quarta edizione del progetto "Un proposta di vita" a cui collaborano azienda ospedaliera e Ufficio provinciale. L'iniziativa si farà anche a Saronno
Studenti
di nuovo “in corsia” per il progetto “Una
proposta di vita”, messo a punto dall’Ospedale di Busto Arsizio nell’ambito
di un’iniziativa sulla prevenzione degli incidenti stradali a valenza
provinciale che coinvolge le scuole superiori del territorio.
All’iniziativa, giunta alla quarta edizione, ha aderito
quest’anno anche il presidio di Saronno.
Partirà
lunedì 18 febbraio (h. 14.30, Aula
Suor Bianca) il ciclo di incontri in ospedale a Busto Arsizio con gli alunni di
alcune scuole superiori della zona. Primo “ospite” di questo importate momento
formativo sarà il Liceo Scientifico “A.
Tosi”.
All’ospedale
di Saronno gli studenti saranno
accolti a partire da lunedì 17 marzo (h.
14.30 Aula Morandi). Sarà il Liceo Scientifico “Grassi” a inaugurare la
“Proposta di vita” estesa anche alla struttura di piazzale Borella.
Il
programma prevede nel corso di tutti gli
incontri un momento di presentazione del progetto e, poi, la visita guidata degli studenti, divisi
in piccoli gruppi, nelle Strutture di Emergenza/Urgenza, cioè Pronto Soccorso e Rianimazione,
e in alcuni reparti di degenza: Dialisi e Ortopedia. Seguirà poi un
approfondimento in classe sulla donazione
di organi e tessuti e sulla legge che la disciplina.
A
ogni incontro – ne sono previsti 11
a Busto Arsizio e 3 a Saronno – parteciperanno
dai 30 ai 50 studenti.
L’iniziativa,
inserita nel progetto
interistituzionale “Prevenzioni degli
Infortuni da traffico autoveicolare. Incidenza dell’assunzione di alcol e droghe”,
pensato per la costruzione di un percorso formativo per le classi terze, quarte
e quinte delle Scuole Superiori e coordinato dall’Ufficio Scolastico
provinciale (ex Provveditorato agli Studi) di Varese, ha coinvolto nel 2005, 2006
e 2007 oltre 600 alunni delle scuole
secondarie superiori ed è stato premiata nel corso del X Convegno Nazionale HPH
– Ospedali per la Promozione della Salute svoltosi a Grado nel 2006. Le
richieste per il 2008 sono pervenute da sette
scuole dell’area di Busto Arsizio e da tre
scuole di Saronno per la partecipazione complessiva di 600 studenti.
Le
scuole che verranno “a lezione” all’ospedale di Busto sono, come si diceva, il
Liceo Scientifico “Tosi”, l’Istituto Professionale Servizi Commerciali e
Sociali “Verri”, l’Isis “Facchinetti” (Castellanza), l’Istituto “Fermi”, l’Iti
“Siai Marchetti”, l’Istituto Professionale “Olga Fiorini” e il Liceo Artistico
“Candiani”. A Saronno: il Liceo Scientifico “Grassi”, l’Ipsia “Parma” e l’Itc
“Zappa”.
L’idea
di “Una proposta di vita” è nata dal dottor
Giorgio Servadio, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione
dell’Ospedale di Busto Arsizio nonché responsabile del Dipartimento di
Emergenza e Accettazione.
“Si tratta di un’iniziativa di sensibilizzazione e
formazione – spiega il dott. Giorgio
Servadio, primario della Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione
dell’Ospedale di Busto Arsizio – che da più di tre anni mira a fare entrare i
ragazzi negli ingranaggi del sistema dell’emergenza-urgenza per riflettere su
quello che può accadere quando si tengono comportamenti che possono risultare
pericolosi per sé e per gli altri. Inoltre – prosegue il primario -, abbiamo
previsto anche un approfondimento sulla donazione degli organi, da affrontare in
classe. Da una morte, infatti, può derivare l’occasione per consentire a un
altro cittadino di vivere. I messaggi da lanciare e da portare all’interno
delle scuole e delle famiglie sono quelli dell’altruismo e della solidarietà
sociale. E questo abbiamo pensato di farlo abbinando educazione sanitaria e
educazione civica”.
“Il progetto – aggiunge il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Pietro Zoia, medico tra l’altro specializzato in Anestesia e
Rianimazione – è caratterizzato da una
sinergia in particolare con le scuole e da una forte valenza preventiva. E da
quest’anno coinvolge anche l’ospedale di Saronno, in modo da offrire questa
possibilità formativa anche alle scuole di quella città. Resta inteso che per
il futuro, se ci saranno richieste, siamo disponibili a coinvolgere nel progetto
anche l’ospedale “Galmarini” di Tradate. Ancora una volta, dunque, mettiamo a disposizione di chi vuole formarsi
e informarsi le competenze dei nostri operatori sanitari”.
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