Voci nel vento, per non dimenticare la Shoah
Uno spettacolo messo in scena dagli allievi del liceo scientifico statale "Lorenzo Mascheroni" di Bergamo
C’è una ferita tra l’uomo e la storia che si chiama Shoah. Una ferita che va medicata con la memoria, il ricordo. Medicamento che risulta più efficace se affidato alle nuove generazioni, come è accaduto al liceo scientifico statale "Lorenzo Mascheroni" di Bergamo, dove gli allievi, diretti dalla professoressa Dorotea Cotroneo, hanno ideato e realizzato “Voci nel vento”. Si tratta di uno spettacolo teatrale dedicato alla Shoah e alle vittime della violenza e della discriminazione di tutti i tempi, che ripercorre la persecuzione degli ebrei nel corso dei secoli.
La struttura portante è costituita dal racconto sintetico dei momenti salienti della storia ebraica. Su questa struttura si inseriscono brani musicali eseguiti dal vivo e altri registrati, che talvolta sono autonomi e talaltra accompagnano danze e poesie. I testi poetici appartengono alle voci più significative che abbiano denunciato gli orrori della Shoah e della storia (Primo Levi, Nelly Sachs, Itzhak Katzenelson, Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo). Dolore e rabbia, ma anche speranza sono espressi altresì attraverso la danza, classica o contemporanea, e le canzoni, eseguite dal vivo, di cantautori particolarmente impegnati (Moni Ovadia, Bob Dylan, John Lennon, Francesco Guccini). Sullo sfondo, inoltre, scorrono ininterrottamente immagini dei campi di concentramento, ma anche di quadri d’autore (Egidio Cotroneo), che non sono stati direttamente ispirati alla Shoah, ma evocano atmosfere adeguate ai vari momenti teatrali.
Visto l’argomento particolarmente doloroso, si è preferito dare un tono poetico e molto delicato allo spettacolo, più consono ad un pubblico giovane. Ed è proprio perché rivolto alle nuove generazioni che alla fine si è voluto dare un messaggio di pace, innanzitutto rappresentando simbolicamente la fuga di un ebreo davanti al cancello delle fucilazioni, poi utilizzando canzoni, immagini e soprattutto la poesia che uno degli allievi dell’Istituto ha scritto, raccogliendo versi delle altre poesie in programma per affermare che il passato di orrori che quei testi denunciavano oggi può forse essere superato.
Lo spettacolo, oltre all’apprezzamento del pubblico, ha ricevuto diversi riconoscimenti: nel 2004 ha ottenuto il Premio speciale della giuria e il Premio per il miglior testo al concorso nazionale di teatro scolastico Grifo d’oro; Il 27 gennaio 2005 ha vinto il concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”, bandito dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche in Italia. «L’opera allestita dai ragazzi – recita la motivazione – presenta un originale carattere interdisciplinare che, sviluppando il tema della Shoah e della persecuzione degli Ebrei, utilizza brillantemente le arti visive, figurative e coreutiche, la musica, la poesia, la letteratura e la storia. Di impatto scenico e ricco di suggestivi contorni scenografici, l’opera è degna di lode per la partecipazione attiva degli alunni nella progettazione e nella realizzazione scenica e soprattutto per il grande impegno profuso nello studio necessario alla ricerca e alla scelta dei testi musicali e letterari».
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