Comunicare o informare, qual è il confine?
Il prossimo appuntamento con "Incontrare i libri", è in programma mercoledì 2 aprile alle 18, nell'Aula Magna della Facoltà di Scienze dell'Insubria
La Facoltà di Scienze di Varese dell’Università degli Studi dell’Insubria, in collaborazione con Punto Einaudi – Varese e Universauser / Auser Varese, organizza il prossimo incontro del ciclo "Incontrare i libri. Proposte per una cultura senza confini"; l’appuntamento è in programma mercoledì 2 aprile alle 18, nell’Aula Magna della Facoltà di Scienze in via Dunant 3, a Varese.
L’incontro dal titolo “Comunicare o Informare?" è dedicato alle scienze della comunicazione e prende spunto dal libro di Mario Perniola, “Contro la Comunicazione” (Einaudi, 2004). Interverranno: Paolo Bellini, docente di Linguaggi Politici dell’Università degli Studi dell’Insubria; Pasquale Diaferia, presidente di Special Team, docente di Teorie e Tecniche della Comunicazione di Massa Università degli Studi dell’Insubria; Franz Foti, docente di Comunicazione Pubblica e Istituzionale Università degli Studi dell’Insubria; Michele Mancino, vicedirettore di VareseNews; Gianni Spartà, giornalista e capo redattore de La Prealpina.
Come di consueto, durante l’incontro viene presentato un volume recentemente pubblicato dall’editore Einaudi e inerente a una tematica di attualità in campo scientifico ed umanistico, al fine di offrire una panoramica non settoriale e culturalmente stimolante.
L’intento divulgativo di questi incontri è testimoniato non solo dal linguaggio accessibile a tutti, ma anche dallo spazio riservato agli interventi del pubblico.
La comunicazione massmediatica, la cui influenza si estende anche alla cultura, alla politica e all’arte, sembra la bacchetta magica che trasforma l’inconcludenza, la ritrattazione e la confusione da fattori di debolezza in prove di forza. Nel suo rivolgersi direttamente al pubblico, saltando tutte le mediazioni, questo tipo di comunicazione ha un’apparenza democratica, ma è in realtà una forzatura che omologa ogni differenza.
La riflessione di Mario Perniola si basa su questi elementi di critica e consente quindi di avviare una discussione articolata sulle origini della comunicazione, sui suoi dispositivi, sulla sua dinamica e sulle sue deformazioni.
Il contributo dei docenti e dei professionisti del mondo della comunicazione coinvolti nel dibattito consentirà inoltre di valutare da diversi punti di vista l’alternativa proposta da Perniola e rappresentata dalla ricerca di un sentimento estetico delle cose che non sia troppo lontano dai bisogni e dalle aspettative reali degli individui, ma nemmeno vittima dell’idolatria del guadagno immediato e del successo a ogni costo.
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