FFS Cargo sopprime posti di lavoro, dipendenti in sciopero

L'azienda ha quindi la decisione di cancellare 126 posti di lavoro in Ticino

Il settore «merci» delle Ferrovie federali svizzere (FFS) registra ancora una volta perdite finanziarie: l’azienda ha quindi comunicato venerdì la decisione di cancellare 126 posti di lavoro in Ticino.

Subito dopo l’annuncio, gli impiegati delle officine FFS di Bellinzona hanno deciso di incrociare le braccia. Sabato è prevista una manifestazione di protesta.

Il direttore di FFS Cargo Nicolas Perrin ha comunicato venerdì mattina ai dipendenti dell’impresa che lavorano allo stabilimento di Bellinzona, in Ticino, la decisione di sopprimere 126 impieghi.

La misura, ha spiegato il responsabile, rientra nel quadro di una riorganizzazione volta a migliorare la difficile situazione finanziaria della società: a questo scopo la manutenzione delle locomotive sarà trasferita a Yverdon, nel cantone di Vaud. La manutenzione dei carri merci a Bellinzona dovrebbe essere ampliata in partenariato con aziende del settore privato.

A nulla sono dunque valsi gli sforzi intrapresi negli scorsi giorni dal governo ticinese, che si era recato a Berna per tentare di scongiurare l’operazione.

Dal canto loro, i circa 400 operai attivi a Bellinzona – presenti fin dall’alba – hanno contestato Nicolas Perrin durante il suo breve intervento nel capannone. Le maestranze hanno subito annunciato la scelta di sospendere il lavoro. Si tratta, secondo l’ex consigliere nazionale socialista Werner Carobbio, del primo sciopero di personale pubblico in Svizzera dopo quello generale del 1918.

Non solo Bellinzona

La decisione di venerdì s’inserisce dunque in un programma di ristrutturazione completo per FFS Cargo, approvato dal consiglio d’amministrazione delle FFS. Complessivamente saranno soppressi 401 posti, di questi 65 non sono più occupati dallo scorso autunno.

Il trattamento delle vendite, l’elaborazione degli ordini e l’informazione alla clientela sono concentrati a Basilea, mentre il Centro servizi alla clientela clienti di Friburgo sarà integrato nella centrale di Basilea. Le FFS prevedono nel medio periodo miglioramenti del risultato finanziario di oltre 70 milioni di franchi l’anno.
«Dimostrazione di arroganza»

 Le reazioni politiche e sindacali non si sono fatte attendere. ll consigliere nazionale socialista Fabio Pedrina ha preannunciato un’azione congiunta del mondo politico ticinese presso il Consiglio federale, con lo scopo proprio di fare cambiare idea ai vertici delle FFS.

La sezione socialista bellinzonese ha da parte sua espresso la più totale solidarietà agli operai toccati dal provvedimento. In particolare, il partito critica le «decisioni basate unicamente su presunte, a quanto dato di capire, necessità economico-finanziarie, in cui non sono stati considerati in alcun modo il fattore umano e quello regionale».
Inoltre, continua il comunicato, «le informazioni sono state date a cose avvenute, senza che si potesse discutere delle possibili alternative. Una dimostrazione di un’arroganza che non ci saremmo mai aspettati da quelle che una volta erano le "nostre" ferrovie"».

I socialisti appoggiano la lotta sindacale che gli operai decideranno di intraprendere, «compreso lo sciopero più che legittimo appena iniziato», e invitano tutta la popolazione a scendere in piazza in occasione di una manifestazione di protesta che avrà luogo sabato.
Licenziamenti non permessi

 Parlando ai giornalisti, Nicolas Perrin ha però escluso che la decisione possa essere revocata. Il dirigente ha precisato che il contratto collettivo di lavoro non consente di effettuare licenziamenti nell’ambito di ristrutturazioni. Alle persone toccate dai provvedimenti di soppressione di impieghi sarà quindi offerto un nuovo posto di lavoro, a Yverdon o altrove.

«Le FFS sono un’azienda attiva in ambito economico: siamo quindi obbligati a prendere decisioni motivati da ragioni economiche, e non da considerazioni di politica regionale», ha aggiunto il direttore.

(da swissinfo.ch)

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Pubblicato il 07 Marzo 2008
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