Opposizioni riunificate… fuori dal consiglio comunale
Minoranze compatte: "Il centrodestra ci insulta e svilisce". Duro il sindaco Farisoglio, "basito" per l'abbandono dell'aula prima ancora che si discutesse il bilancio
"Sono basito". Così il sindaco di Castellanza Fabrizio Farisoglio, esprimeva oggi il suo smarrimento per l’abbandono dell’aula da parte delle minoranze durante il consiglio comunale di venerdì sera. Il bilancio di previsione è, si sa, materia del contendere per eccellenza: è naturale che si discuta animatamente spaccando il capello in quattro. Ma venerdì sera le opposizioni (Castellanza Democratica, Insieme per Castellanza, Impegno per la Città), offese da alcune "uscite" di singoli consiglieri e assessori, hanno preso e se ne sono andate. La vera novità, più che l’abbandono della seduta, è la ritrovata unità delle opposizioni, sviluppo in prospettiva preoccupante per un centrodestra vittorioso due anni fa col 35% appena dei voti, grazie alla legge elettorale per i Comuni sotto i 15.000 abitanti, e solo grazie alla divisione delle forze di centrosinistra. Un’unità ulteriormente sottolineata giovedì fondando il Comitato No Palm Oil contro la prevista centrale all’ex AgroLinz.
Farisoglio parla di una minoranza che "abdicando al suo dovere istituzionale e politica" abbandona "con motivazioni pretestuose e risibili" il consiglio comunale sul bilancio 2008; una minoranza che "mette in luce la sua totale incapacità di concorrere nei fatti al miglioramento della nostra città, e dimostra come i proclami e la demagogia non siano sufficienti a mascherare l’inesistenza di un qualunque progetto alternativo realmente proponibile ai castellanzesi". Il clima, in verità, era già caldo in partenza.
«Quella esterrefatta sono io» ribatte Maria Grazia Ponti, ex sindaco e capogruppo di Impegno della Città. Da un suo emendamento respinto nasce il patatrac: chiedeva di accorpare la discussione di piano triennale delle opere e bilancio, ma la maggioranza ha detto no. Seguivano battibecchi astiosi. Il consigliere di maggioranza Fabrizio Giachi parlava di «minoranza becera», al che Palazzo (IpC) intimava al sindaco di scusarsi in sua vece. «Proprio lei che in altra occasione mi accusava di avere le mani nella marmellata!» era la risposta di Farisoglio. Il colpo "fatale" lo dava il sanguigno assessore Vittorio Caldiroli, con osservazioni lapalissiane nella sostanza ma sgradevoli nei toni. «La minoranza o contribuisce nella sostanza, o se si impunta su questioni di forma è inutile. Faremo il PGT, non importa se con o senza il vostro sostegno, la maggioranza ha i numeri per votare». A questo punto Lidia Zaffaroni, capogruppo di Insieme per Castellanza, si alzava e, dichiarata la sua indignazione, se ne andava, presto seguita dall’intera opposizione. La seduta è poi continuata con la maggioranza che approvava da sola il bilancio, non prima delle debite formalità: relazione del sindaco, degli assessori, puntualizzazione dei consiglieri.
Farisoglio non si capacita tuttora. «Un bilancio che pareggia a 25 milioni di euro, di cui 7 in investimenti, solido quanto quelli di città ben più grandi – criticarlo è il tuo ruolo se sei in minoranza. Ma discutiamone» dice il sindaco, «in democrazia lasciare il campo è un errore. E stupisce poi che tutto parta dal gruppo di Zaffaroni e di Palazzo (non di Ponti come scritto ereoneamente, ce ne scusiamo con i lettori ndr), di cui in più di una occasione si sono votati all’unanimità mozioni ed emendamenti. Ieri sera invece le opposizioni ci hanno bocciato persino le aliquote, invariate!, di Ici e addizionale Irpef».
Se Farisoglio si dice «stupito», Maria Grazia Ponti non si stupisce affatto: «qui è una continua aggressione alle minoranze» denuncia. «Ci vuole rispetto. Nessuno nega il ruolo della maggioranza, ma è da quando sediamo in questo consiglio che riceviamo insulti gratuiti». Della stessa opinione Zaffaroni, che rimarca gli «insulti reiterati» subiti «senza che il presidente del consiglio intervenisse». Dopo l’abbandono da parte delle opposizioni, Giachi sarebbe uscito dall’assise comunale a scusarsi («che volete, anche Livio Frigoli ci dava sempre dei beceri…») con i consiglieri di minoranza, riferisce Zaffaroni, salvo essere accolto da un silenzio offeso. «Ma il colmo è che andati via noi, hanno dato la parola al pubblico presente in sala per degli interventi, una cosa mai vista in un consiglio comunale ordinario!» Pratica sì democratica ma irrituale, cui le opposizioni potrebbero obiettare anche quanto alla validità, a quel punto, della seduta. «Quando tempo fa in aula c’erano i lavoratori dell’AgroLinz che stavano perdendo il posto» ricorda Zaffaroni «li hanno forse fatti parlare? No, eppure l’avevamo chiesto. Lo si dica, e in aula la prossima volta ci portiamo un bel po’ di gente».
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