«Un buon merlot per Tradate»

Incontro in municipio tra sindaco e responsabile della Contadi Castaldi (Franciacorta) per delineare il futuro del terreno acquisito dal comune una volta vigneto

Il terreno di Tradate potrebbe essere ottimo per il merlot. È il suggerimento che ha dato all’amministrazione comunale Mario Falcetti direttore della cantina Contadi Castaldi del gruppo Terra Moretti in Franciacorta, che martedì pomeriggio ha incontrato in municipio il sindaco Stefano Candiani e i rappresentanti dell’associazione tradatese Il bacco. L’obiettivo era quello di capire le potenzialità del terreno da 10 mila metri quadri acquistato da comune quattro anni fa proprio con l’obiettivo di far tornare la città a produrre vine, esattamente come a inizio secolo. «Una volta era tutto vigneto – ha spiegato Candiani, parlando del terreno di fianco alla chiesetta della “Madonna delle vigne”, chiamata così proprio per la vocazione viticola della zona Abbiate Guazzone – perché non far riemergere questa tradizione partendo con un piccolo pezzo di terre? Poi il resto verrà da sé, anche da un punto di vista imprenditoriale». (nella foto: Stefano Candiani e Mario Falcetti)

Secondo l’esperto, che potrebbe decidere di seguire l’avventura tradatese da vicino, anche con degli investimenti ancora da valutare, «il Varesotto si sta dimostrando un ottimo terreno per i vigneti, come dimostrano i buoni vini che si stanno producendo in provincia che con il tempo si stanno conquistano un fetta di mercato e una nomea – ha illustrato Falcetti -. Tradate potrebbe non essere da meno. Ma i vitigni usati nel varesotto, barbera o freisa, secondo me, non sono i migliori per la zona. L’ideale potrebbe essere un uva più facile da far maturare come un merlot e altri vitigni satellit con complessità da altre uve».

Durante il sopralluogo sul terreno è così emerso che quel terreno potrebbe arriva a produrre tra le 5 e le 8 mila bottiglie l’anno, avvero circa 80 quintali di uva. L’impianto potrebbe addirittura essere fatto a maggio del 2008 o al più tardi nella primavera del 2009. Il primo ciclo di bottiglie del “vino tradatese” si avrebbe così nel 2012.
Falcetti ha ipotizzato anche dei costi di massima per poter avviare il progetto: circa 50 mila euro per iniziare, tra acquisto delle quote necessarie per legge e impianto del vigneto; 13 mila euro l’anno per la manutenzione; e poi la vendemmia che però potrebbe essere fatta con una grane festa di paese.

Resta per ora l’incognita della copertura dei costi che il comune sta valutando: potrebbe essere un investimento totalmente della città di Tradate, oppure da parte del privato su terreno del Comune. «Quello che è sicuro – conclude Candiani – è che è nostra volontà recuperare una tradizione importante per il territorio. Le modalità le stiamo valutando con attenzione. Ma posso dire che c’è molto entusiasmo».

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Pubblicato il 05 Marzo 2008
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