Bagno di folla per Bossi e i big della Lega Nord
Piazza Podestà affollata di militanti. Cori, bandiere e slogan urlati a gran voce. Il senatur: "Sto bene, non è indispensabile che faccia io il ministro"
C’è Umberto Bossi e piazza Podestà a Varese si tinge di verde padano. Cori, striscioni, tamburi, bandiere e tanta gente (circa 500 persone per una piazza quasi totalmente gremita) hanno salutato il senatur nella serata elettorale di lunedì 7 aprile. A fargli da spalla il gotha del Carroccio varesino, dal segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti al presidente dei deputati leghisti Roberto Maroni, dal segretario provinciale Fabio Rizzi a Francesco Speroni, dal presidente della Provincia uscente Marco Reguzzoni al suo erede designato Dario Galli, passando per sindaci, assessori, consiglieri comunali e militanti di ogni ordine e grado.
Tanto l’entusiasmo soprattutto per Bossi, che non si è risparmiato e ha risposto alle domande dei giornalisti, commentando i fatti di cronaca e gli sviluppi dell’attualità: «Io sto benissimo, sono guarito – ha detto il leader indiscusso della Lega Nord -. Non è però necessario che sia io a fare il ministro: ci sono tanti uomini capaci di amministrare, io posso benissimo fare lo scrivano. D’altra parte ho creato la Lega non per fare il ministro, ma
perché volevo la libertà». Non così la pensano i militanti del Carroccio, che hanno più volte inneggiato a Bossi, indicato anche dalla consigliera regionale Rosi Mauro come ideale ministro delle Riforme per il prossimo governo. In merito alle parole infuocate che hanno riempito le pagine della cronaca, Bossi ha commentato: «Ai comizi bisogna farsi ascoltare, quello che si dice dal palco va calibrato – ha spiegato, mentre alcuni militanti hanno appeso cartelli con la scritta: “Le nostre idee i migliori fucili” -. Certo è che le schede vanno ristampate, così è un crimine contro i cittadini e contro la democrazia, bastava rispettare il decreto legge scritto da Calderoni. C’è il rischio che molti sbaglino, bisogna stare attenti, vigilare perché la sinistra potrebbe approfittarne: noi vogliamo schede pulite e lo diciamo con forza. L’alternativa è che il ministro dell’Interno faccia un decreto nel quale dica che le sbavature non devono provocare l’annullamento, ma sarebbe meglio che venissero ristampate».
Su Alitalia il senatur ha una ricetta semplice, già esposta da Roberto Maroni a Varesenews. «Bisogna applicare la legge Marzano, fatta da noi. Non tanto per salvare Alitalia, ma per salvare Malpensa – ha commentato Bossi -: in attesa che arrivi un vettore europeo, Alitalia deve rimanere. Non è vero che c’è solo il fallimento senza AirFrance, perché con la legge salvaimprese si sono già riprese Parmalat e Volare. Non sono i saindacti a dover decidere, ma il nuovo governo: i sindacati sono quelli che hanno fatto fallire Alitalia, mantenendo costi alti e sprechi enormi». In piazza si sono visti anche i tradizionali personaggi folcloristici: un uomo vestito da indiano per riprendere un cartellone elettorale diffuso in queste settimane, tanti piccoli aerei con la scritta “Fai volare il Nord”, perfino qualche bandiera del Tibet. Dal palco sono partiti inviti a vigilare e fare i militanti veri per convincere porta a porta a votare Lega Nord, attacchi al sindacato e alla sinistra (Veltroni in
particolare) colpevoli di avere impoverito il Paese, cori contro “Roma Ladrona” e inviti alla secessione, alla libertà e al federalismo fiscale. Si è parlato anche di voto utile: «L’unico voto utile per il Nord è quello per la Lega. Ci siamo presi i comuni, poi la provincia, il prossimo passo è la Regione», ha gridato Maroni concludendo il comizio.
Gli hanno fatto eco i cori delle piazza, che ha inneggiato al candidato presidente della provincia Dario Galli, tra i più applauditi della serata: «Reguzzoni è stato bravo è coraggioso, ma anche Galli è bravo», ha detto Bossi presentando i due. Galli ha raccolto il maggior numero di consensi quando dal palco ha detto che «essere qui è il regalo più grande che potevano farmi. È un momento importante, l’ora di passare dalle parole ai fatti: io sarò qui, ad aspettare i soldi che da Roma i nostri parlamentari dovranno mandarci per realizzare le infrastrutture necessarie. Varese è la Padania della Padania – ha concluso Galli -, sono orgoglioso di rappresentare la Lega e anche qualcun altro, ma soprattutto la Lega». Infine, prima delle note del “Va’ pensiero” intonate da tutti e scritte su un lenzuolo calato dalla sede storica di piazza Podestà, la promessa di Bossi: «Torneremo qui dove siamo nati per festeggiare la vittoria».
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su Il vero pericolo non è il bosco. È chi lo abbandona
Bustocco-71 su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"
Maxim59 su Ciclopedonale del Piambello, il traguardo si avvicina: nuovi lavori per completare il percorso dal Ceresio
MarcoF su "Davvero è necessario asfaltare la ciclabile della valle Olona?"
principe.rosso su Sprangate e bottigliate in zona piazza Risorgimento a Gallarate, la Questura chiude il minimarket per sette giorni






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.