Il basket varesino piange Yoghi Bough
L'americano fu uno dei primissimi stranieri della Pallacanestro Varese. Venerdì i funerali. Il ricordo di Renato Tadini
Il suo nome si perde negli albori della pallacanestro varesina, quella addirittura antecedente all’epoca della Ignis. Ma non per questo Yoghi Bough può essere dimenticato da una città che lo accolse e alla quale lui diede molto. Bough è morto lunedì a Lugano, all’età di 85 anni e i suoi funerali saranno celebrati nella città ticinese venerdì alle 11.
L’ex straniero della Storm viveva da tanti anni in Svizzera, non per caso: oltre ad aver vestito la maglia biancorossa l’americano giocò per molte stagioni nelle squadre elvetiche, da Losanna a Ginevra, da Viganello a Cassarate. Appese le scarpe al chiodo allenò la Rirì Mendrisio ma anche la Pool Comense nel campionato femminile italiano.
«Era un ragazzo che giocava proprio per il gusto di farlo» ricorda oggi Renato Tadini, l’autore dello storico volume "Gli stranieri della Pallacanestro Varese". «E poi era una persona molto onesta, che meritava di ricevere grande rispetto. Fu uno dei primissimi stranieri, un nero che arrivava dalle Isole Vergini che con il pallone faceva delle magie. Era eccezionale e venne scovato in Svizzera nel ’54: qualcuno della società andò a vedere i Mondiali di calcio, vide una sua partita e decise di portarlo a Varese».
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