Il consiglio comunale chiede “trasparenza e rigore”
L'arresto del dirigente comunale Luigi Bossi e della sua compagna argomento di discussione in Largo Camussi, ma anche l'inchiesta sulla 3SG ha sollevato polemiche
Volti tirati e tante domande per cercare di capire qualcosa di più. Non è stato un consiglio comunale “normale” quello consumato nella serata di lunedì 26 maggio a Gallarate. La notizia dell’arresto di Luigi Bossi e della sua compagna Federica Motta con l’accusa di concussione e concorso in concussione è circolata fin dalle prime ore del pomeriggio. Stupore e incredulità le reazioni più diffuse tra i consiglieri comunali di una e dell’altra parte: Bossi dal 1975 frequenta a vario titolo le stanze del municipio gallaratese, come ha ricordato il sindaco Nicola Mucci: «Ha condiviso con molti di noi un’attività amministrativa intensa, tante esperienze». Da tutti è arrivata la solidarietà all’uomo e la richiesta alla magistratura di fare in fretta.
L’incertezza sul contenuto delle indagini e sulle cause che hanno portato all’arresto immediato hanno riempito le discussioni prima e dopo l’assemblea cittadina. Le voci e le indiscrezioni circolano, ma nessuno (a parte ovviamente gli inquirenti) sa con precisione quali siano i documenti incriminati che hanno portato carabinieri e fiamme gialle a perquisire gli uffici del settore programmazione territoriale di Palazzo Broletto e a far scattare le manette per il dirigente comunale e per la sua compagna, architetto libero professionista che ha firmato alcuni progetti approvati dall’ufficio tecnico gallaratese sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti.
Sia i rappresentanti del Partito Democratico sia quelli del Popolo della Libertà si sono riuniti in due tempi diversi in “conclave” per discutere la posizione da tenere in merito alla vicenda, mentre la Lega Nord attende. Dal Pd è arrivata la richiesta di «trasparenza da parte dell’amministrazione comunale», ha detto Marco Casillo. Per il Pdl ha parlato il primo cittadino: «Sottolineo che l’amministrazione non ha nulla a che fare con l’inchiesta che ha portato all’arresto dell’architetto Bossi – ha detto Mucci -, al quale va tutta la mia solidarietà umana. Ho nominato l’ingegner Arcangelo Altieri dirigente ad interim del settore programmazione territoriale in attesa dello sviluppo degli eventi, che mi auguro rapidi. Abbiamo collaborato e collaboreremo per qualsiasi esigenza della magistratura e degli organi inquirenti».
Altro fronte caldo quello dell’azienda sociosanitaria comunale, la 3SG: nelle ultime settimane ci sarebbero stati numerosi controlli da parte della magistratura e alcuni documenti sarebbero anche stati sequestrati in seguito alle denunce di maltrattamenti e carenze di vario genere avanzate da parenti dei ricoverati. «Trasparenza e la relazione in consiglio comunale del presidente della 3SG» ha chiesto Cinzia Colombo del Prc, mentre la Lega Nord ha affondato il colpo sull’assessore ai Servizi Sociali ex del Carroccio (tuttora con l’Alberto da Giussano al petto, ma espulso dalla segreteria del partito) Roberto Giovanni Bongini: «Ci pare che l’assessore competente si sia fatto sfuggire di mano la situazione – ha detto Matteo Ciampoli -. Il suo silenzio è assordante, è necessario parlarne in commissione e chiarire cosa stia succedendo». Stessa richiesta è arrivata da Pierluigi Galli (Pd), il quale ha lamentato anche «il mancato rispetto del regolamento che prevede la presentazione di bilancio e consuntivo entro il 30 aprile, cosa che non avviene da due anni». Infine, a rassicurare sulla prossima convocazione della commissione ad hoc, sono intervenuti sia il presidente del consiglio Donato Lozito, sia Luigi Causarano, presidente della commissione.
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