Maria Volpi Nannipieri: scrittrice diva degli anni Trenta
Successo per l’iniziativa promossa dal Comune di Gavirate, custode della biblioteca dell’autrice
Chi immagina che la letteratura femminile degli anni Trenta in Italia nascesse da donne riservate, chiuse nella protezione della loro casa, deve ricredersi. Le donne dei primi anni del Novecento erano autrici per professione che si occupavano di tutti i tipi di letteratura, emancipate e spesso con una vita avventurosa. È il caso di Maria Volpi Nannipieri in arte Mura, che con i suoi viaggi e le sue scelte di vita che non contemplavano né famiglia né figli, visse la sua esistenza libera e con una forte consapevolezza di sé. Scrittrice per professione, molto ricca grazie al suo lavoro, fu autrice di veri e propri best-sellers (oltre un milione di copie vendute, incredibile per l’epoca) che ne fecero una vera e propria diva ma che purtroppo oggi fa parte di quella “galassia sommersa” di autrici la cui opera è ancora nell’ombra. Spesso l’etichetta di “romanzi rosa” è vista con una accezione negativa ma in questi volumi vi si possono ritrovare grandissime pagine di letteratura, dove è ovvio il lieto fine, ma dove la malinconia e il male di vivere facevano identificare moltissime appassionate lettrici. Autrice prolifica ha lasciato oltre sessanta titoli. Fu la prima a raccontare alcuni degli argomenti più illeciti come l’amore saffico in Perfidie o amori illeciti con lolite ante-litteram in Piccola o la passione travolgente tra un nero africano e una giovane vedova italiana in Sambadù, amore negro del 1934, destando scandalo e provocando la reazione del regime. Fu apprezzata da autori come Guido Da Verona e Filippo Tommaso Martinetti.
Una bella occasione per riscoprire questa interessante personalità è stato il Convegno promosso dal Comune di Gavirate, dove Mura ha vissuto, sabato 14 giugno che ha visto l’intervento di prestigiosi relatori: Anna Folli, dell’Università di Ferrara e Antonia Arslan, scrittrice vincitrice del Premio Campiello, che si sono occupate in questi anni dell’opera di Mura e della letteratura di genere, Letizia Antonello e Maria Grazia Ferraris che hanno affrontato il rapporto di Mura con Gavirate. Ha moderato Romano Oldrini.
Un viaggio affascinante nell’Italia del primo dopoguerra dove le scrittrici non solo erano molto affermate e rispettate dai colleghi uomini ma che erano vere protagoniste del mondo intellettuale dell’epoca firmando libri ed articoli fondamentali nella crescita culturale del paese.
Durante la giornata è stato ricordato il suo rapporto con la più famosa Liala, grazie alla presenza delle figlie della scrittrice Primavera e Serenella Cambiasi. L’avvocato Adelio Ponce De Leon, amico di Mura e l’ultimo ad averla vista prima del tragico incidente aereo che le costò la vita, ha tracciato un appassionato ricordo. Gran finale con la proiezione di un filmato della Fiera del Libro di Sanremo del 1933 dove Mura firma le copie dei suoi libri ed è forse l’unica testimonianza video della scrittrice.
Una giornata importante per "togliere un po’ di polvere" dalla storia e dall’opera, per anni un po’ trascurata, di Mura e per ridare a Gavirate un motivo in più per ricordarsi dei suoi scrittori, che come Guido Morselli e Gianni Rodari, fanno ormai parte della storia letteraria italiana.
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