“Moschea, a Gallarate non c’è nessuna emergenza”
Parla il neo assessore alla Sicurezza Paolo Cazzola: "Applicheremo i dettami del decreto Maroni, ma la situazione a Milano è ben diversa"
«Milano è Milano, Varese è Varese e Gallarate è Gallarate». Il neo assessore alla Sicurezza di Gallarate Paolo Cazzola, con un’affermazione apparentemente lapalissiana, commenta la situazione gallaratese alla luce delle polemiche intorno alla moschea milanese di viale Jenner e gli inevitabili riflessi sulla città
dei due galli: «A Gallarate non c’è nessuna emergenza – spiega Cazzola -. L’amministrazione comunale con determinazione ed equilibrio cercherà di recepire al meglio le direttive del decreto Maroni, che conosce bene la situazione del Varesotto: escludo però che ci possano essere prese di posizione forti come a Milano. Là ci sono 4 mila persone che pregano su un marciapiede ogni venerdì, a Gallarate mi risulta che i fedeli preghino con autorizzazioni delle autorità competenti e mai in numero superiore ai 100/200. L’emergenza è ben altra cosa. Attendiamo il decreto e poi agiremo di conseguenza. Noi siamo disposti ad ascoltare, sono sereno e tranquillo». Parlando di decreto sicurezza anche la questione sinti a Gallarate è sentita e ben presente nell’agenda politica: «A Gallarate l’amministrazione ha anticipato i tempi – spiega il nuovo assessore -. Con la soluzione del campo in via Lazzaretto si è dato un luogo dotato di acqua, luce e gas a pagamento e soprattutto dove è garantita la dignità delle persone, aspetto fondamentale. Tra poco meno di un mese scadrà l’accordo e vedremo se e come allungare i tempi: deciderà il sindaco di concerto con la giunta. Certo è che è stata trovata una soluzione concreta, anche se temporanea».
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