Il prete indagato: “Sono contro il ciclismo drogato”
Parla don Luigi Del Torchio, il religioso accusato di aver istigato a mettere puntine sotto le ruote dei corridori
Il prete antimondiali vive in una cascina di campagna a Morazzone. E non nega per nulla: “Sono idee che condivido, qualcuno mi ha aiutato, ma non li ho mai visti”. E’ don Luigi Del Torchio, il prete denunciato per i volantini antimondiali. Il sacerdote, 68 anni, era noto in città per essere stato cappellano del manicomio, e parroco in diversi paesi della provincia, fin dal 1964, anno del suo ordinamento al sacerdozio. Gli inquirenti, gli hanno trovati i volantini con la minaccia di mentre chiodi e puntine. E lui non smentisce. “Non li ho fatti, ma li ho pensati – continua – però c’è un motivo. Tutto è iniziato un anno mezzo fa”. Il prete vive in campagna a Morazzone, non frequenta la parrocchia, è in pensione, celebra però la messa, tutte le mattine, alla casa di riposo di Cantello. Che cosa gli è saltato in mente? “Il ciclismo è drogato, sono tutti dopati – dice – io sono un vecchio tifoso, di Bartali, è per questo che ho parlato delle puntine, vi ricordate cosa accadde al tour de France?”. Rivela anche di aver pensato a dei cartelli di protesta. “Avrei scritto così – spiega – Una donna sola al comando, il suo nome è cocaina”.
Il sacerdote spiega perché ha scritto frasi contro l’ospedale. “E’ tutta colpa di quello che è accaduto alla mia governante – spiega – un anno e mezzo fa suo figlio ebbe un grave incidente, e fu ricoverato nel reparto di psichiatria. E’ un ragazzo di 46 anni, ma che sta male. I medici lasciarono che una donna che frequentava, lo facesse dimettere per andare a fare un viaggio. Io mi opposi, e un medico mi strattonò, poi ebbi un litigio con il primario”. Da qual momento, il prete ha scritto diverse lettere contro il nosocomio. A suo dire, quel ragazzo, non doveva essere dimesso, anche se non gli è accaduto nulla di grave. Da questa ossessione, è nata una sorta di avversione, versi i poteri pubblici. “Ho toccato i soldi, e mi hanno perquisito” dice. Era da tempo che scriveva ai giornali e al sindaco, al capo dello stato. Non si è sentito ascoltato e allora cos’ha fatto? “Un giorno ho aperto il giornale e ho visto un titolo che parlava dei soldi dei mondiali. Ho pensato, che solo toccando i soldi, avrei fatto rumore”.
Nei volantini, si leggono frasi pseudo-politiche: “Pioggia di chiodini, puntine, rami secchi, cera e colla liquide sul percorso dei mondiali. Popolo Insubre, se vuoi irridere i potenti aiutaci a far piovere sui mondiali”.
Ma perché questo richiamo al popolo insubre? Il sacerdote commenta: “Io sono padano –dice – e sono un duro e puro, e quello che è diventata
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