L’arte è donna. Alice Cattaneo vince il Premio Cairo

Da operatrice didattica alla Gam di Gallarate fino al prestigioso Premio. La giovane artista vince con un video la nona edizione

È giovane e molto brava, nonostante i suoi 32 anni vanta un curriculum con importanti partecipazioni a mostre e master. Dalle prime esperienza come operatrice didattica alla Gam di Gallarate il percorso artistico di Alice Cattaneo è stato un crescendo fino a vincere quest’anno il prestigioso Premio Cairo legata al mensile Arte.

«La decisione della giuria – spiega Licia Spagnesi, curatrice della manifestazione- è stata piuttosto rapida e unanime. Il video di Alice Cattaneo ha riscosso l’ammirazione di tutti i componenti della Giuria: Fabio Cavallucci (direttore della Galleria Civica di Trento), Daniela Clerici (direttore di Arte ), Gianfranco Maraniello (direttore di MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna), Marco Pierini (direttore del Centro d’Arte Contemporanea Santa Maria della Scala di Siena), Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (presidente Fondazione Sandretto di Torino) e Stefano Zecchi (scrittore e professore di estetica)».

La vittoria del Premio Cairo è solo l’ultima di una serie di importanti riconoscimenti del tuo lavoro. Ci spieghi quale opera hai presentato?

Ho presentato un video, Untitled 2008, dove le immagini animate da gestualità molto essenziali oscillano costantemente tra il caos e l’ordine. Infatti nel breve video gli oggetti, costituiti da fili fluorescenti o fascette di plastica, perdono forma, si riorganizzano o escono di scena inaspettatamente. Io li considero come piccoli esperimenti spaziali dove i materiali si muovono da una dimensione all’altra attraversando lo spazio dell’immagine.

Ti abbiamo conosciuto alla Gam di Gallarate quale operatrice didattica, cosa ricordi di quel periodo?

Ho dei bellissimi ricordi… L’esperienza nella didattica mi ha portato ad instaurare un rapporto con le opere d’arte molto nuovo. Ho dovuto cominciare a ragionare, in relazione all’arte, attraverso un linguaggio che fosse più concreto possibile per i bambini e questa sinergia ha generato, sia da parte mia che da parte delle classi, letture abbastanza sorprendenti dei lavori che venivano analizzati. 

Quale è stato il percorso che ti ha portato a partecipare a importanti esposizioni ed eventi?

Cerco di concentrarmi il più possibile sul mio lavoro ed è forse questo che mi ha portato a partecipare alle mostre.

Nella tua carriera si contano anche esperienze all’estero, quale valore aggiunto hanno portato alla tua arte?

L’esperienza all’estero è stata fondamentale. Mi ha dato modo di conoscere molti artisti, molti mondi e sensibilità radicalmente diverse una dall’altra. Queste esperienze penso trasmettano una certa elasticità mentale. Che è la stessa elasticità, duttilità che tento di coltivare attraverso il mio lavoro.

Che progetti hai in cantiere?

Mi piacerebbe andare a Mosca a studiare alcuni bozzetti di progetti architettonici, mai realizzati, dei primi del 900.

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Pubblicato il 06 Novembre 2008
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