Due mesi alla psichiatra del martellatore folle
Il medico che aveva in cura Ernesto Zaffaroni, l'uomo che prese a martellate Marta Angaroni, è stato giudicato colpevole di lesioni gravissime. Assolto il capo del Cps
Si è concluso con la condanna a due mesi di reclusione per la psichiatra E.C. e l’assoluzione di Giorgio Bolongaro il processo di primo grado a carico dei due psichiatri che non curarono Ernesto Zaffaroni, l’uomo che prese a martellate, provocandogli danni permanenti, Marta Angaroni il 24 settembre 2005 in centro paese a Gerenzano. L’udienza si è tenuta oggi 9 dicembre nell’aula Ballarani del tribunale di Busto davanti al giudice Donatella Banci. Al termine di un’udienza fiume, il giudice ha deciso, dopo circa un’ora di camera di consiglio, di condannare E.c., psichiatra che aveva in cura lo Zaffaroni, alla pena di 2 mesi di reclusione per lesioni gravissime (il Pm ne aveva chiesti sei). Il medico è stato prosciolto, invece, dalle accuse di omissione di trattamento sanitario obbligatorio e di abbandono di incapace.
Meglio è andata al suo diretto superiore, a capo del Cps di Saronno, Giorgio Bolongaro, assolto da tutti e tre i capi d’imputazione perchè ritenuto non direttamente responsabile delle cure dello Zaffaroni. Per E. C. è stata comminata anche una provigionale da 200 mila euro e le spese legali della parte civile, rappresentata dalla famiglia di Marta. Per l’avvocato di parte civile Mauro Dalla Chiesa si è trattato «di una bella vittoria che apre nuove prospettive anche in vista dell’impugnazione della sentenza». A questo punto, infatti, è stata riconosciuta la responsabilità sull’incapace di intendere e di volere Zaffaroni da parte del medico che l’aveva in cura.
La sentenza si rifà ad un precedente che ha fatto giurisprudenza riguardo alla condanna in Corte di Cassazione di Bologna di un medico che aveva in cura un uomo che ha poi ucciso una persona. Il pm ha portato questo caso ad esempio ottenendo il riconoscimento delle responsabilità della psichiatra. Ernesto Zaffaroni era considerato una persona pericolosa e che poteva nuocere al prossimo e, quindi, andava curato anche in maniera coatta. Il pm, infatti, impugnerà le assoluzioni per gli altri capi d’imputazione trovando l’appoggio della parte civile.
Meglio è andata al suo diretto superiore, a capo del Cps di Saronno, Giorgio Bolongaro, assolto da tutti e tre i capi d’imputazione perchè ritenuto non direttamente responsabile delle cure dello Zaffaroni. Per E. C. è stata comminata anche una provigionale da 200 mila euro e le spese legali della parte civile, rappresentata dalla famiglia di Marta. Per l’avvocato di parte civile Mauro Dalla Chiesa si è trattato «di una bella vittoria che apre nuove prospettive anche in vista dell’impugnazione della sentenza». A questo punto, infatti, è stata riconosciuta la responsabilità sull’incapace di intendere e di volere Zaffaroni da parte del medico che l’aveva in cura.
La sentenza si rifà ad un precedente che ha fatto giurisprudenza riguardo alla condanna in Corte di Cassazione di Bologna di un medico che aveva in cura un uomo che ha poi ucciso una persona. Il pm ha portato questo caso ad esempio ottenendo il riconoscimento delle responsabilità della psichiatra. Ernesto Zaffaroni era considerato una persona pericolosa e che poteva nuocere al prossimo e, quindi, andava curato anche in maniera coatta. Il pm, infatti, impugnerà le assoluzioni per gli altri capi d’imputazione trovando l’appoggio della parte civile.
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