La Svizzera apre: basta controlli alla frontiere
La Confederazione elvetica entra a far parte dell'area Schengen. Rimangono le dogane merci
Addio ai controlli a Gaggiolo, San Pietro, Fornasette. Basta code a Porto Ceresio. Entrare in Svizzera, da oggi, sarà "libero" e senza verifiche.
La Svizzera, infatti, è entrata nell’area Schengen: una svolta storica che pone lo Stato elvetico nel sistema europeo di controlli.
Cadono le frontiere per le persone tra Francia, Italia, Austria e Germania ( rimane solo per qualche tempo quella del Lichtenstein che entrerà in Schengen alla fine del 2009) ma rimane la dogana per le merci.
La Confederazione da tempo si stava preparando a questo giorno spostando solo più all’interno i controlli del territorio con un avvicendamento tra guard e di frontiera e agenti di polizia.
In termini di ricadute pratiche, gli svantaggi legati a questa scelta ( il venir meno della sua fiera politica autonoma di sicurezza) sono decisamente inferiori ai vantaggi ( l’aggancio al circuito elettronico di lotta alla criminalità e la possibilità di rendere più fluida la libera circolazione delle persone, la possibilità di identificare i richiedenti asilo che hanno già presentato domanda in altro stato europeo)
La liberalizzazione, già iniziata alle frontiere e ai valichi, è rinviata al 29 marzo negli aeroporti dove la riorganizzazione dei sistemi ha richiesto tempi più lunghi.
Rimane, inoltre, l’incognita del risultato referendario del prossimo 8 febbraio, quando si voterà sul rinnovo della libera circolazione con l’Unione Europea e sulla sua estensione a Bulgaria e Romania. Se dovessero prevalere i «no», potrebbe cadere anche l’adesione a Schengen, perché la Ue potrebbe rimettere in discussione tutti gli accordi bilaterali.
In attesa di quella verifica, godiamo degli effetti pratici di questa innovazione che pone la Svizzera più legata all’Europa di quanto siano Gran Bretagna o Irlanda che, come l’euro, hanno bocciato anche Schengen.
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