Romanticamente barocchi. A Laveno i presepi di Pieroni
La mostra è curata da Emma Zanella, prossima direttrice del Museo
contemporaneo” rappresenta per il Museo di Cerro di Laveno molto di più di una
delle mostre temporanee del calendario della stagione espositiva. Da una parte perché
segna la diciottesima edizione del tradizionale appuntamento dedicato alla natività
dall’altra perché chiude, per così dire un capitolo, per aprirne un altro. Il
motivo sta nel fatto che a curarla è Emma Zanella, direttrice della Gam di
Gallarate che, il prossimo anno, prenderà le redini anche del Museo di Cerro.
«Questa esposizione non va considerata come mostra inaugurale – specifica Emma
Zanella – del programma biennale di
eventi che sto stendendo, ma ho volentieri accolto l’invito del Sindaco a
curare questo evento ormai tradizionale legato al Presepe».
È stato lo stesso Sindaco Ielmini,
all’inaugurazione, a presentare la nuova direttrice (anche se l’incarico
ufficiale ancora non c’è) scelta per dare nuovo slancio e rilancio ad un museo,
importantissimo per la sua collezione ma che in questi anni ha fatto fatica a
emergere anche solo sul territorio varesino.
Barocco contemporaneo,
questo il titolo della mostra che ospita un unico importante artista, Mariano
Pieroni, da molti anni impegnato a piegare la ceramica, in particolare la
porcellana, alle necessità espressive legate alla tradizionale iconografica
della Natività e dei Presepi.
La figura artistica di
Mariano Pieroni si è mossa negli anni tra una coerenza legata ad una ricerca
scultorea e pittorica guidata dall’equilibrio tra tradizione e innovazione, nel
rispetto di una storia delle forme e dell’arte e la tensione verso la sperimentazione e la rottura delle regole.
L’attenzione di questa
mostra è puntata unicamente su uno dei tanti universi espressivi di Pieroni,
quello legato al mondo delle ceramiche e, in particolare, all’iconografia della
sacra rappresentazione.
«Ciò che colpisce – spiega
la curatrice Emma Zanella – è piuttosto la variazione plastica delle forme
volte verso una complessità chiaroscurale decisamente ellenistica se non
addirittura barocca. Intendendo con ciò non un anacronistico guardare alla
storia passata quale guida indiscutibile per il futuro; quanto piuttosto la
consapevolezza che la capacità di muovere la materia, di far vivere le forme
attraverso ombre e luci che scivolano e si rapprendono sulle superfici lisce o
raggrumate, proprio questa capacità conferisce vitalità e attualità a
un’iconografia così convenzionalmente “dentro” al nostro sguardo. In Pieroni la
sacralità del tema è data dunque da una sentita partecipazione alla vita delle
forme, alla loro contorsione, alla loro disposizione concitata in uno spazio
ristretto e architettonicamente progettato».
tradizionali alle sperimentazioni
più ardite, senza pregiudizi e preconcetti né nelle forme né nelle soluzioni
compositive. Che spesso, vale dirlo, sono capaci di muoverlo verso ambiti
davvero spettacolari pur nelle misure contenute delle sue figure.
La scena della Natività diventa
opera totale con uomini e animali sullo sfondo del paesaggio. Singoli elementi
o gruppi formali per la rappresentazione terrena del mistero celeste. Per realizzare i suoi presepi, Mariano
Pieroni sceglie una tecnica antichissima che risale all’epoca d’oro della
scuola di Capodimonte del 1600 –1700, dove il contrasto dei volumi e le figure
emergono dal bianco naturale della porcellana limoges. La lavorazione delle
forme, rigorosamente realizzata a mano, richiede un uso approfondito e sapiente
della tecnica e della conoscenza della materia.
Presepi in ceramica di
Mariano Pieroni
Museo Internazionale Design
Ceramico
13 dicembre 2008 – 15
febbraio 2009
Inaugurazione 13 dicembre
2008 ore 11.00
Mostra a cura di Emma
Zanella
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