Cecchi Paone: “Insegnerò all’Insubria”
Il popolare presentatore tv conferma i contatti con la facoltà di scienze. Terrà lezioni sulla divulgazione scientifica
Nuovi acquisti, anche se non ancora ufficializzati, per l’Università dell’Insubria. Ai docenti dell’ateneo varesino, infatti, nei prossimi mesi si aggiungerà Alessandro Cecchi Paone. L’annuncio è stato dato dallo stesso protagonista questo martedì, ai microfoni de "La vita in diretta". Nel frattempo l’ateneo di Como e Varese non nega e non conferma, visto che rimangono da sistemare alcuni aspetti didattici e burocratici.
Cecchi Paone, però, ci ha confermato direttamente l’indiscrezione: «È una proposta che ho ricevuto con piacere dal Preside della facoltà di scienze», spiega, «Nei prossimi giorni ci incontreremo per mettere a punto un insegnamento che possa educare alla divulgazione scientifica, con un programma trasversale che riesca ad inserirsi nei curricula dei diversi corsi di laurea della facoltà».
Questa è la terza cattedra per il celebre personaggio della tv, che ha iniziato la sua carriera nel giornalismo per poi passare ai documentari e, più recentemente, all’intrattenimento puro. Nonostante la discussa partecipazione a programmi come l’Isola dei Famosi, e la sempre troppo diffusa moda di assegnare cattedre a personaggi della tv, l’esperienza nel campo della divulgazione acquisita da Alessandro Cecchi Paone è indubbiamente lunga e preziosa, forse tra le più importanti nel panorama televisivo italiano. Con ogni probabilità, quindi, gli studenti troveranno particolarmente interessanti le lezioni: «Vista la mia storia professionale credo che questo sia per me un campo di insegnamento interessante e proficuo», spiega il presentatore, «Ho affrontato questo campo in 32 anni di lavoro e sicuramente c’è molto da imparare».
Cecchi Paone ha iniziato la sua carriera da giornalista nel 1977 con un programma per ragazzi su Rai2. Passando a Rete 4 si è specializzato nei documentari di genere naturalistico e storico, creando il marchio "La Macchina del Tempo" che con gli anni sarebbe diventato anche un canale satellitare ed un magazine. Poi l’epoca fortunata della comunicazione scientifica sembra aver avuto una flessione improvvisa nel paese, specialmente in tv. Oggi la divulgazione scientifica si trova quindi in una situazione contraddittoria: «In Italia la situazione è schizofrenica», spiega, «Da una parte c’è un mondo accademico-scientifico che si rende conto solo ora della necessità di imparare a comunicare. Dall’altra l’offerta di canali di comunicazione è in netto calo rispetto al 2000».
Qualche speranza arriva oggi dalla tv satellitare, non a caso Alessandro Cecchi Paone è responsabile editoriale di Marco Polo, l’unico canale italiano dedicato ai documentari di viaggio, ma non basta: «Quella di Marco Polo è un’esperienza felice, ma riguarda solo SKY, mentre sul digitale terrestre non c’è ancora nulla del genere. Per non parlare in termini generali della tv in chiaro, dove ormai lo stato è disastroso»
Una situazione da risolvere, anche perché uno scienziato che sa (e può) comunicare, è anche uno scienziato in grado di reperire al meglio dei fondi: «Il pragmatismo anglosassone ha ancora molto da insegnarci in merito», spiega, «Saper comunicare significa saper attirare l’attenzione anche sul proprio lavoro. Un’esigenza fondamentale in un paese, come l’Italia, dove l’attenzione nei confronti della ricerca è bassa non solo dal punto di vista degli investimenti. Al momento nel panorama del nostro paese ci sono solo personaggi del calibro di Veronesi o della Montalcini in grado di entrare direttamente in contatto con le persone, per condividere e promuovere la ricerca. Ma una ricerca senza comunicazione oggi non è più possibile».
Che le soluzioni per il futuro della ricerca possano arrivare da un bravo comunicatore formato a Varese? Per scoprirlo non rimane che aspettare. Il primo corso di Alessandro Cecchio Paone all’Insubria, per il quale non è ancora stato definito un nome, dovrebbe arrivare in occasione del prossimo anno accademico ma, promette, «Non escludo di poter contribuire già a partire dalla primavera, se possibile».
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