Grande festa nella chiesetta di Sant’Antonio abate a Moncucco

Sabato 17 gennaio 2009, come tradizione, ritrovo all'antica chiesa olgiatese luogo di fede, storia e arte

Sabato 17 gennaio 2009, come tradizione, grande festa nella chiesetta di Sant’Antonio abate “a Moncucco” di Olgiate Olona, prestigioso e suggestivo luogo di fede, di storia e anche di arte, essendo l’unica chiesa olgiatese antica interamente affrescata. Il tempio fu edificato più di cinque secoli fa dai frati Carmelitani insieme col monastero attiguo che fu attivo fino al maggio 1653, quando, poiché di piccole dimensioni e abitato da religiosi non molto ligi all’osservanza della regola monastica, fu soppresso. Tuttavia, mai si è affievolita la devozione a Sant’Antonio abate da parte degli olgiatesi e dei fedeli abitanti nei paesi limitrofi che ogni anno affollano la chiesetta nel giorno della festa patronale.



Nel 2009 il programma delle funzioni liturgiche e delle festa prevede: alle ore 10 messa solenne seguita da bacio della reliquia del Santo; alle ore 15 canto dei vespri seguito da benedizione degli animali sul piazzale antistante la chiesetta; alle ore 20.30 concerto e al termine della serata falò di Sant’Antonio. Appuntamenti permeati da autentica fede e da genuina tradizione che si rinnovano grazie a un gruppo di volontari ed esaltano la figura spirituale e umana di un santo tra i più venerati dalla gente. Antonio, nato in Egitto nel 250, a venti anni abbandonò ogni cosa dopo che, entrato in una chiesa, ascoltò il passo del Vangelo dove Gesù ammonisce: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”. Antonio si ritirò nel deserto e visse da eremita per quasi un secolo: morì il 17 gennaio 356, ormai ultracentenario. Divenne, così, forse non il primo, ma certamente il più insigne esempio di esperienza monastica tradotta in sacrificio e ascesi; non scrisse una regola monastica e non invitò altri a imitarlo e a seguirlo, ma esercitò un grande influsso tra i conterranei e nella Chiesa.  



A Olgiate Olona la devozione a Sant’Antonio abate è cresciuta, alimentata dalla presenza della chiesetta della località Moncucco a lui dedicata, chiesetta che, oltre ai suggestivi affreschi, custodisce tre simulacri – Pietà, Crocifisso, Cristo morto – venerati dagli olgiatesi dal 1886 nella Festa del Santo Sepolcro che dal 1936 ha preso nome di Festa della Pietà: la sola Pietà, infatti, viene traslata nella Prepositurale la domenica delle Palme e portata in processione la domenica dopo Pasqua detta “in albis”. A Olgiate Olona festeggiare Sant’Antonio abate non solo significa affidarsi alla sua intercessione, ma pure perpetuare il ricordo del passato e delle tradizioni contadine; ed è un fare memoria sottolineato da due gesti: la benedizione degli animali – ormai quasi tutti domestici – che rappresentavano il sostentamento della famiglia nel contesto agricolo e il falò che, oggi come da secoli, nel pieno dell’inverno arde e riscalda i cuori e non solo l’esteriorità.

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Pubblicato il 04 Gennaio 2009
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