Serata speciale per ricordare le Foibe
Appuntamento il 10 febbraio con ospiti che racconteranno il ricordo di quella esperienza
Il 10 febbraio è il giorno del ricordo e la biblioteca di Caronno Pertusella ha organizzato per quella data un incontro speciale. La struttura ospiterà infatti l’ avv. Sissy Corsi, presidente del Comitato Provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che ebbe il nonno infoibato dai titini, e il Dott. Pier Maria Morresi, figlio di esuli, i quali presenteranno una serata dal titolo “La tragedia delle Foibe e dell’esodo degli Italiani di Istria, Fiume e Dalmazia”, la cui finalità è “comunicare il ricordo” e portare a conoscenza, specialmente dei giovani, con onestà intellettuale e la viva testimonianza, la storia e la tragedia che hanno subito gli Italiani del Venezia Giulia, Fiume e Dalmazia, a partire dal 1943. La serata avrà luogo giovedì 12 febbraio 2009 alle ore 21.00 presso la Biblioteca di Via Capo Sile 77.
Il tutto è stato organizzato dall’Assessorato all’Istruzione, Cultura, Sport e Tempo Libero, Delega Progetti Sperimentali e Innovativi per Minori e Giovani e Mondialità, la Biblioteca Comunale ed ANPI sezione di Caronno Pertusella presentano anche quest’anno un’iniziativa legata al “Giorno del Ricordo” e al tema delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata..
“La terribile pagina di storia a cui fa riferimento il Giorno del Ricordo è quella che interessò i territori dell’Istria a partire dall’autunno del ’43, subito dopo l’armistizio, fino al 1947, dove furono rastrellate, deportate e uccise migliaia di persone, per lo più italiani, dai partigiani dell’esercito di Tito – spiegano gli amministratori -. Lo sterminio fu condotto senza distinzioni politiche, razziali ed economiche, seguendo le direttive di Tito che ordinava di eliminare i fautori del nazionalismo. Furono arrestati fascisti, anti-fascisti e partigiani, cattolici ed ebrei, uomini, donne, vecchi e bambini, industriali, agricoltori, pescatori, poliziotti e carabinieri, militari e civili, secondo un disegno che prevedeva l’epurazione attraverso torture, fucilazioni e infoibamenti. Ancora oggi, dopo circa sessant’anni, non ci sono cifre ufficiali relative ai deportati, agli italiani uccisi durante la prigionia e, soprattutto, agli infoibati scomparsi nell’autunno del ’43 e nella primavera del ’45. Non sono, però, gli zeri in più o in meno a ridurre la portata di questa tragedia, di cui è importante conoscere le cause e le dinamiche per evitare che in futuro qualunque essere umano si possa ritrovare protagonista, vittima o carnefice, di una storia di persecuzione”.
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