Distretto aerospaziale, parlano le aziende

Da AgustaWestland alla Secondo Mona, da Aermacchi a Selex, dalla Carlo Gavazzi space alla Gemelli: parlano i protagonisti della "costituente" del distretto lombardo delle industrie aeronautiche e dello spazio

C’erano tutte, le aziende che hanno fatto nascere il comitato promotore del distretto aerospaziale lombardo. Otto punti di partenza per un settore che. tra grandi e piccole realtà, conta quasi 220 aziende nella regione e oltre 13mila addetti. Aziende spesso centenarie e ormai appartenenti a grandi gruppi nazionali e multinazionali come Finmeccanica, ma anche medie aziende famigliari, che si portano dietro la loro capacità di innovare da quattro generazioni. Ecco le loro parole e i loro commenti all’evento di oggi.


Aerea
“Noi operiamo nel milanese dal 1927 – spiega Silvano Mantovani, presidente – Siamo una azienda famigliare che realizza equipaggiamenti per aerei. Operiamo su scala mondiale e abbiamo 120 dipendenti. Sviluppare prodotti su mezzi propri è sempre più difficile, per questo guardiamo con favore al distretto:  la complessità della tecnologia e delle relazioni internazionali suggeriscono fra le aziende forme collaborative ed istituzionali più strette tali da indurre, anche per la Lombardia, ad aggregazioni associative di comune ausilio” .

"Alenia Aermacchi ritiene determinante la sottoscrizione di un documento condiviso tra le Aziende che già operano nel settore aerospaziale lombardo per la costituzione del futuro distretto tecnologico; è una esigenza per la realizzazione di reti di impresa e poli di innovazione caratterizzati da rapporti di collaborazione a monte tra sistema produttivo e della ricerca. È un percorso naturale, un notevole contributo per l’evoluzione e lo sviluppo del settore aerospaziale lombardo – è il commento di Giorgio Brazzelli, presidente – Il comitato promotore destinato a realizzare un distretto tecnologico aerospaziale lombardo che aprirà ampi spazi alla partecipazione alle imprese, alle università, fondazioni, fondazioni bancarie. Un comitato promotore che si  costituisce per aprirsi al mondo e per  permettere al territorio lombardo di  avviare un dialogo di collaborazione con tutte le  altre realtà che nel frattempo si sono costituite". 

AgustaWestland
“AgustaWestland è un’azienda multinazionale, presente in tutto il mondo ma con le sue radici in Italia e in particolare qui in Lombardia – precisa Giuseppe Orsi,  Amministratore Delegato – Io vorrei che queste radici si rafforzassero per far sì che la leadership mondiale di AgustaWestland abbia un più forte contributo dal sistema industriale aerospaziale lombardo e possa maggiormente aiutare lo sviluppo industriale e occupazionale della Lombardia. Il Distretto Aerospaziale Lombardo deve contribuire a fare questo operando su due direttrici: favorire lo sviluppo di imprese organizzate, flessibili, innovative, in grado di proporsi, in modo competitivo per qualità e prezzi, come nostri fornitori di primo livello e operare per risolvere il problema della scarsità di giovani  laureati e diplomati in materie scientifiche, ben preparati, entusiasti, appassionati da impiegare nelle industrie ad alta tecnologia. Il Distretto Aerospaziale Lombardo impegnato su questi obiettivi avrà la nostra piena e fattiva collaborazione”

"Noi ci occupiamo di spazio, più che di aeronautica:facciamo piccoli e medi satelliti – spiega il rappresentante della società milanese – L’azienda è totalmente italiana, anche se ora il proprietario è Manfred  Fuchs, e il nostro non è un lavoro in serie: realizziamo i satelliti uno per uno. Facciamo parte del distretto perchè le attese sulla ricerca si fanno sempre più alte, ed è difficile poter mettere in pratica questa attesa per le aziende che non sono di grandi dimensioni. Perciò speriamo che in questo modo sia più facile fare insieme progetti di ricerca innnovativi, e contiamo di proporci come parte attiva nella promozione di sistemi produttivi attualmente non sufficientemente valorizzati a livello regionale, per meglio integrarli nella dinamica realtà economica lombarda”.
 

“Da tempo sentivamo la necessità di un coordinamento, almeno locale, delle attività del nostro settore – spiega Pierantonio Pavan, presidente – ed è quindi con particolare soddisfazione che partecipiamo alla sollecitazione di Univa per la creazione di un distretto aeronautico nell’area con più alta concentrazione di aziende del settore. La nostra è una realtà in parte varesina e in parte milanese: l’azienda si trova ora a Canegrate, che è in provincia di Milano. La Gemelli esiste dal 1947, è nata realizzando radio, ora realizziamo equipaggiamenti di bordo, specializzati sopratutto nella cancellazione del rumore. Operiamo in parecchie aree del mondo, e siamo fornitori diretti di Lookheed. Siamo molto favorevoli al distretto, perchè riteniamo che un coordinamento delle industrie lombarde sia fondamentale soprattutto per le piccole imprese come la nostra. Uno scambio di informazioni rende più validi i rapporti e porti a grossi risultati in termini di occupazione, Il successo dell’iniziativa, che tutti auspichiamo, dipenderà dalla capacità di dialogo prima di tutto fra le Imprese e, in seconda battuta, fra Imprese e Istituzioni alle quali, con voce unica, saranno presentate le  problematiche del settore e le proposte di intervento”
 

 

Secondo Mona
"La costituzione di un distretto aerospaziale lombardo ci sembra il giusto riconoscimento di una realtà industriale esistente nel territorio fin dai primordi del volo e in continua evoluzione – commenta con soddisfazione Roberto Mona, presidente, terza generazione dell’azienda, accompagnato dalla rappresentante della quarta generazione, Claudia – La nostra azienda è del 1903 ed è attiva in ambito aeronautico dal 1913: lavora da sempre con le altri grandi aziende del settore e ha una notevole esperienza tecnologica nella progettazione e produzione di equipaggiamenti di bordo e, più recentemente, anche di sistemi completi, con risultati rilevanti nella competitività internazionale. Ma proprio la sfida globale e i tempi di crisi di oggi rendono ancora più importante il proporsi insieme, e insieme lavorare per lo sviluppo del settore".
 
“La nostra sede è a Firenze, ma abbiamo due stabilimenti, a Milano e Nerviano, che occupano circa un migliaio di persone. Siamo una società di Finmeccanica, alcune realtà nostre operano dal 1941, e in più abbiamo una società inglese e una sede statunitense: siamo perciò italiani e internazionali, oltre che da sempre fortemente impegnati nell’identificazione, lo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie affiancando enti governativi, centri di ricerca e università. Al comitato aderiamo e siamo lieti di parteciparvi fin da subito, perchè crediamo nella necessità di coordinamento per la ricerca, e in quella di avere un’ interlocutore con gli enti per crescere nella competitività”

Spaziosystem
"La costituzione di un soggetto che possa avere un ruolo significativo nei confronti del mercato è un’esigenza ormai improrogabile – spiega Maurizio Maroni, presidente  – . Dopo la crisi del settore verificatasi nei primi anni ‘90, l’industria aerospaziale ha avuto una rivitalizzazione significativa. La tecnologia insita nella complessità del settore ha effetti positivi nella ricerca, nell’ incremento costante delle competenze e delle conoscenze , e non ultimo una ricaduta estremamente positiva, storicamente dimostrata, nel trasferimento delle stesse tecnologie verso altri settori industriali (materiali, processi, strumenti, etc.). In generale know-how che dovrebbe essere protetto e non disperso. Le motivazioni che portano alla costituzione di un distretto aerospaziale sono diverse : riconoscere la storia aeronautica del territorio  e tutto l’importante indotto creatosi nel tempo; tutelare il know-how esistente, dare continuità alle esperienze acquisite a favore del ricambio generazionale, dare maggiore visibilità al mercato e creare opportunità di incontri, allinearsi con iniziative analoghe già intraprese da altre regioni, e infine poter esercitare una significativa influenza verso le strutture politiche provinciali, regionali o nazionali a favore di un maggiore supporto economico e/o finanziario" .


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 febbraio 2009
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