Approvata dal consiglio comunale la mozione sulle “case dell’acqua”
La mozione presentata dai Verdi, che prevede l’installazione di distributori gratuiti, è passata grazi all’astensione di diversi consiglieri comunali di maggioranza
Il consiglio comunale ha approvato la mozione proposta dai Verdi di Saronno per la realizzazione di “Case dell’acqua”. L’iniziativa consiste nel costruire dei piccoli edifici localizzati in diversi punti del territorio presso i quali l’acqua viene distribuita gratuitamente ai cittadini, attraverso semplici rubinetti.
L’acqua che viene presa direttamente dalle falde dell’acquedotto viene trattata con un carbonatore ed un refrigeratore ed è erogata: naturale, refrigerata ed addizionata con anidride carbonica (gasata). L’iniziativa si propone di creare un’alternativa sicura e gratuita all’acqua minerale commercializzata in bottiglie di plastica, al fine di dare vita ad un fenomeno di recupero dell’utilizzo e del consumo dell’acqua della rete di distribuzione comune e una conseguente diminuzione della produzione di rifiuti (meno bottiglie di plastica).
«La mozione da noi presentata quasi un anno fa – spiega Roberto Strada, consigliere comunale dei Verdi -, è stata finalmente discussa ed approvata dal Consiglio Comunale giovedì sera, nonostante il sindaco si sia pronunciato contro questa possibilità. La maggioranza infatti si è astenuta permettendo l’approvazione della mozione, passata con 7 sì, 2 no e 9 astensioni. Il Sindaco, vergognosamente ha cercato fino all’ultimo di trovare un "cavillo" che rendesse vano il risultato, ma alla fine ha dovuto attenersi al risultato emerso dalla votazione. Noi Verdi siamo soddisfatti del risultato, finalmente anche a Saronno si potranno cercare le soluzioni migliori per far partire questo progetto di "case dell’acqua", che è un progetto di "sostanza" per l’intera comunità che potrà usufruire di acqua buona e controllata a costo zero, un notevole risparmio per le famiglie e un chiaro messaggio contro ogni tentativo di privatizzare l’acqua, che deve invece rimanere libera ed accessibile a tutti».
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