Cala la domanda, anche l’Hupac chiede la cassa integrazione

Firmato l’accordo con i sindacati. Cento lavoratori usufruiranno degli ammortizzatori sociali: il calo del 25 per cento spiegato con la recessione globale

La crisi globale colpisce pesantemente anche il settore del trasporto merci e ne fa le spese anche Hupac spa. Oggi (giovedì 5 marzo) la società che movimenta merci in tutta Europa, ha raggiunto un accordo con i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt e con i rappresentanti dei lavoratori dello scalo di Busto Arsizio-Gallarate per l’introduzione della cassa integrazione a partire da aprile 2009: saranno 100 (su 228) i lavoratori coinvolti a rotazione dal provvedimento. «La misura è resa necessaria da un calo della domanda del 25% dovuto alla recessione globale – spiega il direttore Sergio Crespi -. La recessione economica si riflette pesantemente sull’attività del nostro scalo intermodale. Dall’autunno 2008 infatti il terminal registra un calo medio di traffico pari al 25%, e le previsioni confermano il perdurare del trend negativo per tutto il 2009. A fronte di un calo così marcato della domanda, la cassa integrazione è una scelta obbligata per tutelare sia l’azienda che i lavoratori. E’ nostro obiettivo mantenere il know how in azienda ed essere pronti a ripartire appena la ripresa economica decolla». È la prima volta che Hupac fa ricorso alla cassa integrazione: la società è infatti la più grande del comparto nell’area ed è leader europeo nel traffico intermodale transalpino. Dal 2005 ad oggi ha portato la forza lavoro da 165 dipendenti ai 228 collaboratori attuali, pari ad una crescita del 40% in soli tre anni: «Il programma di crescita è sospeso per il momento – prosegue Crespi -. Resta confermato il ruolo strategico del terminal di Busto Arsizio-Gallarate all’interno della rete di traffico gestita dal Gruppo Hupac. Gli investimenti strutturali sul terminal proseguono come da calendario e prevedono l’ammodernamento dell’area check-in, la ristrutturazione dei moduli gru nell’area “storica” del terminal e la costruzione di un’officina per le riparazione dei vagoni. Dobbiamo superare questo periodo difficile. Con la ripresa economica riprenderà il traffico merci, e noi vogliamo essere presenti sul mercato più forti che mai». I sindacati incassano con moderata soddisfazione l’accordo firmato: «Preoccupa che anche un gigante come Hupac paghi questa che è la peggior crisi di sempre – commenta Dario Grilanda della Fit Cisl -, segno che la contrazione è generale. La cassa integrazione è un passaggio obbligato, che serve ad aiutare i lavoratori e l’azienda in un periodo di difficoltà. Per lo meno riusciamo a mantenere i dipendenti nel perimetro aziendale». «È necessario aprire un tavolo provinciale per fare il punto della situazione – chiosa Ezio Colombo della Filt Cgil -. L’abbiamo chiesto alle associazioni di categoria. La situazione si sta allargando a macchia d’olio, ogni giorno arrivano richieste di cassa integrazione, dai grandi ai più piccoli».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 05 Marzo 2009
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