Galli lancia la battaglia del latte “a chilometro zero”

Il presidente della Provincia per una sorta di federalismo alimentare, con gli allevatori e contro la grande distribuzione: "Una rete di distribuzione nuova, snella, a carattere locale". Specchiarelli: "nel Bustocco c'è chi è costretto a vendere il suo latte a 20 centesimi. Salveremo queste aziende"



La Lega non si smentisce e dopo il federalismo fiscale e amministrativo, arriva la richiesta di quello… alimentare, in particolare sul latte, per bocca del presidente della provincia di Varese Dario Galli.
L’occasione era la presentazione di AgriVarese, il salone dell’agricoltura e dell’ambiente rurale in programma a MalpensaFiere dal 17 al 19 aprile. Con Galli erano presenti l’assessore regionale all’agricoltura Luca Ferrazzi e il collega provinciale Bruno Specchiarelli. Galli, che ha portato i saluti del ministro Zaia, ha definito il latte del Varesotto come uno dei migliori d’Italia per qualità organolettiche e nutrizionali, analisi alla mano. Galli descrive la produzione lattiera del Varesotto, che vede cifre rispettabili: 200.000 litri di latte al dì, «più o meno un bicchiere a testa per abitante». Su questa base il presidente lancia il federalismo alimentare, diciamo così: la filiera corta, in altre parole. «È assurdo far bere ai nostri ragazzi latte polacco mentre si fa portar via dalla grande distribuzione il buon latte varesino» è il suo ragionamento. «Noi vogliamo il chilometro zero: abbiamo già realtà cooperative che operano bene, potremo far avere una remunerazione molto migliore all’allevatore e al tempo stesso far costare meno il latte all’utente finale, con un sistema distributivo snello che privilegi il locale».

Il presidente provinciale non ha mancato di polemizzare nei confronti di un certo modello di sviluppo "virtuale" oggi castigato dalla crisi, contrapponendolo all’agricoltura come simbolo di un lavoro «vero» che dà prodotti tangibili e basilari. Duro Galli anche con la grande distribuzione, sempre sulla questione latte. «In Italia c’è una tensione negativa sul prezzo di questo prodotto, i 31 centesimi al litro per gli allevatori sono meno di quanto gli si dava dieci, quindici anni or sono, e non quadrano con gli 1,50 euro di prezzo allo scaffale. Non solo: ci sono allevatori che si vedono costretti, pur di non dover buttare il prodotto, a venderlo a 21 centesimi». Anzi meno: 20 centesimi, ribadirà Specchiarelli: «e si tratta di aziende del Bustocco. Ci stiamo accordano con il Comune di Busto Arsizio perchè la nostra Prealpina Latte possa passare a ritirare il prodotto anche qui, si tratta di salvare tre aziende». Già il mese scorso era emerso il problema: i segnali non apparivano però positivi. Forse le cose stanno cambiando.

La chiave dell’intervento di Ferrazzi è stata invece quella della multifunzionalità che viene attribuita al lavoro delle aziende agricole: non solo produzione netta di beni, alimentari e non, ma tutela e presidio del territorio, valorizzazione delle tipicità e dell’ambiente. Il tutto, rimarca Ferrazzi, inserito in una vera e proria rete che include le attività di vendita diretta dei prodotti "a chilometro zero" e gli agriturismi, ben 84 nella nostra provincia, da cui anche Ferrazzi proviene. L’assessore regionale ha anche firmato un protocollo d’intesa con Assoflora, rappresentata dal presidente Flavio Salvini, e con Ersaf, l’ente “braccio destro” dell’assessorato all’agricoltura: l’intento è di consolidare una collaborazione con il settore che vede 3500 aziende, quasi tutte “micro”, fornire circa il 60% della richiesta nazionale di verde per abbellire ogni tipo di interventi. Il settore florovivaistico è con quello del legno uno dei più attivi del Varesotto. Nella regione più produttiva d’Italia anche sotto il profilo agricolo, Varese risulta forse la provincia in apparenza più debole, stando agli aridi numeri: certo è fittamente popolata e industrializzata e con un territorio in parte montuoso, come ricordava Galli, quindi offre meno spazi. In compenso punta dritto alla qualità. Quella dei prodotti certificati come gli asparagi di Cantello, il miele varesino, la formaggella del Luinese, o le pesche di Monate; e quella del latte varesino di cui Galli si è fatto cantore.

Interventi, quelli degli amministratori, apprezzati dal presidente di MalpensaFiere Renato Scapolan: «Ferrazzi, Galli e Specchiarelli non sono gente che si lascia crescere l’erba sotto i piedi» ha commentato, «si assumono la responsabilità per il governo del territorio, cosa che non sempre si vede da queste parti. Hanno proposto principi che sicuramente saranno messi in atto».

Per gli allevatori il presidente Invernizzi e il vice Ferruccio Badi, responsabile del “brand” di AgriVarese, hanno esposto le numerose iniziative ed attrazioni con cui si attireranno i visitatori. Protagonisti i sapori e gli animali, quelli che in città non si vedono mai ma sono parte integrante del lavoro quotidiano dell’agricoltore. Tra le proposte degli allevatori varesini ribadito anche l’impegno per il latte distribuito con le apposite macchinette auotmatiche, ormai 58 sul territorio provinciale. La Provincia, è stato annunciato, regalerà 5000 bottiglie in vetro ai bambini delle scuole. Il vetro, riutilizzabile a piacere, permette un considerevole risparmio di materiali usa e getta come il tetrapak, altrimenti destinati ad aumentare l’immensa mole di rifiuti che grava sul presente e sul futuro delle nostre terre.


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 aprile 2009
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